Modena dice addio a Tonino Mondini papà di Casa Italia

Antonio Mondini anima di Casa Italia e Casa Modena ai grandi eventi sportivi come le Olimpiadi

Amico di Alberto Tomba fu il primo, grazie ai Giochi Olimpici a capire quanto la cucina potesse promuovere città e Paese

MODENA. Nell’epoca degli chef celebrati lui se ne è andato in silenzio. Con una foto che lo ritrae sorridente come in fondo era il suo spirito. Sempre “bello carico” come direbbero i suoi amici sestolesi o l’Alberto Tomba a cui ha preparato per tanti anni piatti fumanti a bordo pista sci. Spesso “conditi” con le medaglie del più grande campione che lo sci italiano abbia mai avuto. Antonio Mondini si è spento. Chi ama le “cose buone di Modena”, chi ama sedersi a “Modena a tavola”, la fumante cucina all’ombra della Ghirlandina, perde uno dei suoi assi. Uno dei suoi protagonisti, capace ancor prima degli altri chef oggi giustamente celebrati di capire quanto l’Italia poteva essere apprezzata e valorizzata all’estero attraverso la cucina.

Le sue bontà. Aveva 87 anni Antonio Mondini, per tutti “Tonino”, per tante edizioni delle Olimpadi soprattutto invernali il papà di Casa Italia, di cui era di fatto la vera anima dando il benvenuto ai campioni azzurri, ai giornalisti, ai tifosi italiani che seguivano i Giochi, indirizzandoli a un tavolo in sala e poi facendoli servire dagli chef e dai ragazzi della scuola alberghiera Nazareno di Carpi. Un vulcano di idee “Tonino”, il primo di fatto a esportare la cucina modenese nel mondo gemellandola con i grandi eventi sportivi, i Giochi invernali o i Mondiali di sci. Diventato noto grazie al ristorante “Da Felice” a ponte di Sant’Ambrogio (che una sera ospitò in diretta tv Rai al “Processo del lunedì” di Biscardi un Alberto Tomba che iniziava a far filotto di vittorie, con a fianco il suo talent scout modenese Alberto Marchi “Paletta”), Mondini diede vita a Resteruropa, la società di ristorazione a Palazzo Europa e al quartiere Fiera.

Ma erano soprattutto prima Casa Italia e poi Casa Modena il suo orgoglio a cui la nostra città deve, in fondo, tanto per essersi fatta conoscere e aver scritto pagine sui giornali grazie al “benvenuto” e ai piatti fumanti che faceva preparare nei suoi “rifugi” in giro per il mondo. Da Calgary nell’88 a Morioka in Giappone, da Lillehammer ad Albertville e Nagano... non si contano le edizioni dei Giochi o dei grandi eventi sportivi dove Mondini ha esportato la cucina di Modena. Grazie Tonino.