Rubrica Fuori Classe / Fumo, un problema per 132mila modenesi

Il professor Massimo Bigarelli durante l'intervista

Ogni anno circa seicento persone decidono di provare a smettere di fumare e si rivolgono ad uno dei centri della provincia: due su tre riescono nell'impresa

MODENA. Negli ultimi anni, la percentuale di fumatori nella provincia di Modena è passata dal 34% al 28%, stima che corrisponde a oltre 132 mila persone. Il merito di tale risultato è in gran parte attribuibile al lavoro di AUSL (Azienda Unità Sanitaria Locale di Modena) e del Policlinico di Modena. Il dott. Massimo Bigarelli, specialista in farmacologia e coordinatore del progetto tabaccologico dell'azienda Usl, ha illustrato i principali metodi utilizzati per sconfiggere la dipendenza da tabagismo: campagne di prevenzione, centri antifumo per ogni distretto di Modena e creazioni di luoghi dove è proibito fumare.

“Il metodo proposto dal centro antifumo ha una validazione scientifica ed è costituito da dodici incontri per la durata complessiva di circa dieci settimane. Il primo incontro consiste in un colloquio di accoglienza, dove i partecipanti si sottopongono al Test di Fagerstrӧm, per delineare il livello di dipendenza iniziale; seguono quattro incontri finalizzati a diminuire gradualmente il numero di sigarette giornaliere. Dopo il quarto incontro viene richiesto di astenersi dal fumo per 24 ore e di partecipare ai successivi appuntamenti, nei quali vengono proposti metodi per evitare eventuali ricadute”, spiega il dott. Bigarelli.

Rubrica Fuori Classe / Il 28 per cento dei modenesi fuma abitualmente

Generalmente il 66 per cento dei partecipanti riesce a vincere la propria dipendenza, mentre chi non raggiunge l’obbiettivo può nuovamente iscriversi: ogni anno sono circa 600 le persone che accedono ai sette centri della provincia. Ovviamente l’efficacia del percorso intrapreso sta nella strategia dello specialista che se ne prende cura. Innanzitutto la dipendenza dal fumo non viene presentata né come patologia, né come malattia. Il fumatore che intende intraprendere la strada verso la libertà dalla dipendenza, deve certamente avere una o più motivazioni al cambiamento, che andrà pian piano stimolata e rinforzata durante il programma di permanenza. Tale percorso è completamente esente dal pagamento di ticket, ed è rivolto principalmente ai maggiorenni; i minorenni possono partecipare in via eccezionale tramite la delibera dei genitori.

Tra i giovani adolescenti è molto probabile che si inizi a coltivare questa dipendenza per trasgressione o ribellione; d’altronde, anche il contesto sociale, ma soprattutto familiare, gioca la sua parte. È dunque opportuno che siano i genitori in primis a presentare ai figli il fumo come problema. La sigaretta elettronica è una soluzione alternativa per diminuire la dipendenza dal tabacco. Sostanzialmente, la sigaretta elettronica è un erogatore di vapore in cui può essere diluita nicotina, oppure liquido che viene poi aromatizzato. Questa soluzione è efficace per una duplice funzione: comportamentale e farmacologica. Il passaggio da sigaretta a sigaretta elettronica riduce notevolmente il danno provocato dall’abitudine del fumatore. In Italia si registrano circa 85mila morti all’anno per dipendenza dal tabacco.

“La prevenzione è fondamentale per informare della pericolosità di questo fenomeno. Tra l’altro, smettere di fumare migliora la percezione di odori e sapori, il colorito della pelle diventa più roseo, le unghie e i denti sembreranno più sani e l’alito migliorerà. È dunque importante rivolgersi a specialisti e combattere il problema della dipendenza per condurre una vita salutare e, soprattutto, migliore”.

*studentesse della 5AL liceo Muratori San Carlo