Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Ausl, accordo pronto I leucemici riavranno le trasfusioni a casa

Manca solo la firma, poi l’Ail invierà medici e infermieri dai pazienti ematologici e oncologici sino a 500 trattamenti

Dopo 232 giorni di interruzione il servizio di trasfusioni a domicilio sta per essere ripristinato.

L’Ail, Associazione Italiana Leucemie, che per due decenni ha raccolto fondi per sovvenzionare due medici e un’infermiera e svolgere la terapia a domicilio, si è ritrovata con le mani legate lo scorso anno, con una convenzione non rinnuovata e una complicata situazione medico legale.

Dall’altra parte della barricata i pazienti che si sono ritrovati da un giorno all’altro nelle corsie di ospedale ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

Dopo 232 giorni di interruzione il servizio di trasfusioni a domicilio sta per essere ripristinato.

L’Ail, Associazione Italiana Leucemie, che per due decenni ha raccolto fondi per sovvenzionare due medici e un’infermiera e svolgere la terapia a domicilio, si è ritrovata con le mani legate lo scorso anno, con una convenzione non rinnuovata e una complicata situazione medico legale.

Dall’altra parte della barricata i pazienti che si sono ritrovati da un giorno all’altro nelle corsie di ospedale, a rischio di infezioni gravissime, con un’unica struttura che li costringeva a faticosi trasporti per il pendolarismo dei trattamenti.

E con i famigliari costretti a estenuanti andirivieni. Le proteste si sono susseguite avendo come convitato di pietra l’Ausl e qualche reparto ospedaliero che non brillava per rapidità d’intervento ma nonostante tutto le trattative, condotte dal presidente Ail, l’ematologo Umberto Torelli, hanno portato a trovare un accordo soddisfacente. Il protocollo è stato scritto a quattro mani con i tecnici Ausl e ora manca solo la firma dei vertici.

«Per quanto ci riguarda potremmo ricominciare anche domani, è tutto pronto» dice speranzoso il prof. Torelli, padre nobile dell’associazione e da molti anni in pensione dall’incarico che ricopriva in precedenza al Policlinico.

«Sono stati assunti con adeguati contratti due medici specialisti - continua - e saranno loro che assieme a un’infermiera che era con noi da molti anni si occuperanno delle trasfusioni. In pratica da Carpi sino al Po, nelle terre della Bassa dove hanno sede i comuni dell’Area Nord, continueranno a esercitare la loro opera i volontari dell’Amo che avranno come capofila Mirandola. In pratica tutto continuerà senza interruzioni. Da Modena all’Appennino invece dovremmo tornare a svolgere i compiti che già effettuavamo prima dell’interruzione».

Risorse e personale dunque sono già a disposizione, con l’Ail che come sempre effettuerà le trasfusioni, in stretta collaborazione con il Centro Trasfusionale che si occuperà delle analisi del sangue, indispensabili per tutti i pazienti prima di ogni trattamento. In questo modo il rischio di complicanze viene ridotto al minimo ma questo significa il prelievo da parte dell’infermiera con immediata consegna del prelievo, il ritiro del referto e la trasfusione il giorno successivo, per un’operazione che dura un paio d’ore.

Nei mesi passati i pazienti, soprattutto i più anziani, costretti all’ospedale hanno contratto polmoniti e pericolose infezioni, che in molti casi, per i malati più a rischio, hanno comportato lunghi ricoveri.

Ma alla trasfusione non c’è alternativa. È una terapia, l’unica possibile, con benefici immediati che hanno permesso la sopravvivenza per molti anni in una patologia che pochi decenni fa significava la morte sicura. Nell’accordo che sta per essere firmato sono previsti sino a 500 interventi all’anno, anche per pazienti oncologici.