Rubrica Fuori Classe / Fonderie di via Zarlati, una...colata di polemiche

Le fonderie di via Zarlati

Botta e risposta tra maggioranza e opposizione in consiglio comunale: il trasferimento dalla Madonnina continua a fare discutere, l'assessore Bosi rassicura

MODENA. È da tempo che le fonderie cooperative riunite in via Zarlati a Modena costituiscono un problema per il comitato di cittadini residenti nel quartiere, i quali si sono riuniti per protestare conto le emissioni prodotte dagli impianti. Emissioni che, secondo l’associazione Arpae Modena, non costituiscono un danno di tipo nocivo per la salute dell’uomo, ma che comunque risultano particolarmente maleodoranti per l’aria di tutta la zona.

Dopo un’iniziale incentiva riguardo la delocalizzazione degli stabilimenti a Padova, è invece emersa una nuova proposta dal Comune circa un progetto che a gennaio 2022, una volta scaduta l’autorizzazione integrata ambientale, trasferirà le fonderie. Durante il consiglio comunale del 1 febbraio scorso, l’assessore al Lavoro Andrea Bosi, in risposta all’interrogazione di Marco Malferrari, ha sottolineato che “La firma del Protocollo avvenuta il 29 gennaio e la volontà di non spezzare il filo storico che lega le Fonderie cooperative e la città di Modena” costituiscono un “significativo passo avanti verso l’individuazione di una soluzione che tenga in equilibrio i diversi aspetti di una vicenda complessa”.

Rubrica Fuori Classe / Quale futuro per la fonderia di via Zarlati?

Il protocollo appena firmato da Comune e Fonderie Cooperative ha infatti preso come quattro obbiettivi fondamentali la riqualificazione ambientale della zona di via Zarlati, la tutela dei posti di lavoro della fonderia, il mantenimento del percorso di delocalizzazione circa la costruzione di nuovi impianti tecnologici nella zona del tessuto modenese invece che in quello padovano e perciò la salvaguardia dell’economia di Modena in quanto trainata in parte dall’industria. L’inizio dell’interrogazione all’assessore Bosi, ha però scatenato il forte intervento di Andrea Galli di Forza Italia che ha lanciato un’accusa di colpa gravissima da parte dell’amministrazione, in quanto “non va dimenticata la responsabilità di chi ha permesso che venisse costruito un quartiere residenziale di fianco ad un’azienda che già allora era impattante. –ha tenuto a precisare Galli- e che questo fu un errore dell’amministrazione comunale che dovrebbe fare un mea culpa”.

In appoggio è accorso anche Giuseppe Pellacani di Forza Italia, ribadendo che “Abbiamo trovato la soluzione migliore possibile, ma occorreva pensarci prima di costruire un insediamento urbano in quella zona. Questo deve essere un monito a pensare alle scelte con maggiore lungimiranza”. In opposizione si è subito schierato Carmelo De Lillo del Pd, che ha sottolineato il fatto di dover celebrare e riconoscere che “questi sono stati mesi di lavoro impegnativi per l’amministrazione comunale, di cui la conferenza stampa di stamattina di Moretti è anche il riconoscimento”.

Anche il M5s si è dimostrato partecipe nel dibattito, aggiungendo il fatto che “negli anni passati sono state fatte scelte non più attuali. –afferma Luca Fantoni- Per evitare ancora di fare scelte non lungimiranti, occorre trovare una posizione che non sia di impatto sulla cittadinanza e che abbia un futuro”. Inoltre, Diego Lenzini (Pd) ha posto l’attenzione “sul rischio che ora non si voglia la Fonderia da nessuna parte: ci vuole responsabilità e coerenza nell’affrontare la questione del dove spostarla”. Malferrari ha infine giudicato la risposta dell’assessore Bosi come “aggiornamento confortante” in quanto “È giusto fare il possibile perché la soluzione individuata abbia un lungo respiro” ha aggiunto, ricordando che negli anni ’50, quando la fonderia venne costruita, essa costituiva una delle risposte ai cittadini che avevano bisogno di lavorare e di avviare un’imprenditorialità diffusa che è stata l’ossatura della nostra economia”.

Durante un’intervista, l’assessore Bosi, ha tenuto a ricordare la laboriosità che si erge sul piano politico riguardante il mantenimento dell’equilibrio dei fattori ambientali, amministrativi, economici e sociali, ha ribadito che “l’impegno del Comune è totale sia sul piano dell’ascolto dei cittadini sia sul piano dell’individuazione delle aree da sottoporre all’azienda per procedere con la delocalizzazione” specificando che “Il percorso è ancora lungo e ora si chiede all’azienda di investire parecchio”. La conclusione dell’intervista è giunta insieme all’affermazione dell’assessore rispetto alla finalità dell’interrogazione nel trovare una soluzione che tuteli i posti di lavoro, l’ambiente e le famiglie di Modena.

*studentessa 5AL linguistico liceo Muratori San Carlo