"... ma ci resta il cielo", storie dal terremoto

La copertina del libro della Lenti

Un'esperienza in prima persona quella raccontata da Antonella Lenti in un libro che parla anche dei tanti volontari modenesi nel Maceratese

E' un'esperienza in prima persona quella che Antonella Lenti racconta nel libro "... ma ci resta il cielo" delle edizioni Pontegobbo (pp. 114, euro 10), per non restare indifferente alla tragedia del terremoto nel centro Italia. E' una raccolta di impressioni, testimonianze e considerazioni sulla situazione di Caldarola, paese del Maceratese, colpito dal sisma. Una indagine tra volontari (tra i quali molti provenienti dal Modenese). nella settimana precedente il Natale, in un luogo di macerie. "Ricordiamo - scrive la giornalista che ha diretto il settimanale piacentino "Corriere Padano" e il mensile "Piacentini" - ogni minuto passato a Caldarola. Per aver vissuto lì, per aver partecipato a racconti della gente, per aver respirato la stessa aria polverosa sporcata dalle macerie del terremoto, ci sentiamo parte della vita di quel territorio". Toccanti le testimonianze, come quella di don Vincenzo: "Ci rialzeremo. Dobbiano andare avanti: il terremoto ci può togliere la terra sotto i piedi, ma non il cielo"; di chi non ha più niente, degli anziani sradicati. Si vive il dramma che occorrono anni per tornare come prima, purché non prevalga il desiderio di andarsene, di ricominciare da un'altra parte.