Modena, un esperto: «Strade colabrodo, il meteo è innocente. Ecco perchè»

L’ingegner Dughetti sui problemi della pavimentazione in città e tangenziale: «Conta soprattutto come vengono asfaltate»

«Quando le strade sono così piene di buche - spiega l’ingegnere graziano Dughetti che nella sua azienda ceramica si occupa di pavimentazioni - significa che lo strato sottostante quei 3-4 centimetri di asfalto superficiale non è ben fatto. Le piogge sono un elemento di peggioramento, non certo la causa di questa situazione».

Modena, buche in autostrada: decine di tir e auto forano le ruote



Tante strade-colabrodo, con il maltempo che non aiuta e anzi peggiora una situazione che ha visto lo scoppio nelle ultime ore di decine e decine di gomme di auto e camion a causa delle buche.



In questi giorni, infatti, sono protagoniste delle nostre strade voragini e avvallamenti diffusi lungo praticamente tutte le arterie di maggior percorrenza, da A1 a tangenziale, Modena-Sassuolo, Estense e Complanare. Il Comune per le strade di propria competenza - molte sono però di Anas e in parte della Provincia - in una settimana ha steso oltre 17 mila chili di asfalto.

Ingegnere, come è possibile che ci siano così tante buche?

«Intanto sgombero il campo: la colpa non è del maltempo, quello aggrava la situazione. Il problema è nella realizzazione delle strade».



Spieghi.

«Una strada, a seconda del tipo di traffico che si ipotizza dovrà in futuro sostenere, viene progettata con alcuni criteri. Si sa che il peso delle auto in superficie agisce fino a un metro di profondità e quindi occorrono prodotti particolari».

Quali?

«Si chiamano ghiaie stabilizzanti o cementati misti e sono di vario tipo: appunto mediamente hanno una profondità di un metro, sopra si posizionano alcuni centimetri di asfalto. Quest’ultimo è quello che si cambia quando si usura, a patto che il fondo sia stabile, insomma ben realizzato. La parte sottostante in genere non viene toccata».



Quali sono secondo lei le strade messe peggio a Modena?

«Un po’ tutte, lo avete anche scritto, la Modena-Sassuolo, la tangenziale, l’A1, Strada Contrada. In particolare c’è una curiosità riguardo alla Modena-Sassuolo: in un breve tratto diventa praticamente piatta, quel tratto è di competenza della Provincia. Nel resto della strada la competenza è di Anas: io non voglio paragonarmi a un ingegnere Anas, ma giro come tutti…».

Cosa occorre fare?

«Oltre a un fondo buono la manutenzione è importante. Anche se purtroppo occorre dire che se la parte sottostante non è ben realizzata mettere asfalto “fresco” serve a poco e nel giro di poche settimane si è punto e a capo».



Molte strade presentano avvallamenti, sono segno di cattivo lavoro?

«Molte buche presentano le cosiddette ragnatele, le crepine a fianco degli avvallamenti: lì l’acqua si inserisce e i danni sono quasi immediati causando seri problemi alla viabilità».

Nel caso di strade progettate male che si può fare?

«Penso sia molto complicato, occorre rifare tutto il sottofondo, quel metro di materiale che le dicevo che sta sopra il sottosuolo di terra. Teniamo anche presente che non dappertutto il terreno si comporta allo stesso modo, occorrerebbero dei sondaggi e tenere conto delle caratteristiche geologiche».



Il suo voto sulle strade modenesi è quindi basso

«Sono spesso scadenti i manti stradali in questa zona d’Italia, all’estero non c’è quasi mai questa condizione. Le buche sono un pericolo, non solo per le gomme delle auto, ma anche per i conducenti di moto e motorini».

Lei protestò già un paio di anni fa.

«Sì, parlai di alcuni inutili rattoppi di Anas che rispose, ma la situazione non mi pare migliorata. Si trovano soluzioni tampone, costose e spesso inutili».

Stefano Luppi