Carpi, ritira il figlio a scuola: «Fanno leggere libri favorevoli al gender»

Il libro sotto accusa

Il caso scoperto su internet dall’autrice Bianca Pitzorno «Non spingo a diventare omosessuali. E ora ho paura»

CARPI. La scrittrice Bianca Pitzorno, celebre per i suoi romanzi per ragazzi, si trova al centro di una querelle che vede protagonista una famiglia residente a Carpi.

Nuovamente, perché i fatti risalgono al giugno del 2016, quando una coppia di genitori ha deciso di ritirare il proprio figlio dalla scuola primaria Collodi dopo che la maestra aveva dato da leggere a casa “Ascolta il mio cuore”, romanzo della Pitzorno accusato di diffondere e difendere la “teoria gender”.



L’autrice è venuta a conoscenza dell’accaduto solo due giorni fa, dalla lettura di un articolo sul portale osservatoriogender.it, dopodiché ha pubblicato il suo sfogo sulla sua pagina social.

«Scopro solo oggi (giovedì) che una famigliola di Carpi, dopo aver ritirato il figlio da una scuola perché vi si insegnava, a loro dire, la cosiddetta teoria gender, ha scoperto con orrore che nella nuova scuola si faceva leggere ai bambini “Ascolta il mio cuore”, e ha chiesto che il libro fosse ritirato dalla biblioteca e mai più letto«, si è sfogata la scrittrice.

Un passo indietro. Nel 2016, la maestra della elementare affida un compito a casa agli alunni della classe quinta: leggere Ascolta il mio cuore. Vi si narra di Prisca, Elisa e Rosalba, allieve nella IV D, in lotta contro la nuova, severa, insegnante. Non è però esclusivamente questo ciò che i genitori dello scolaro leggono tra le pagine del libro.

Nell’articolo di osservatoriogender.it è riportato un passaggio del romanzo, preso a modello della presunta tendenziosità della Pitzorno, che viene definita “pioniera dei primi libretti i gender per bambini”.

Ecco il testo: “E poi le donne a fare i toreri non ce le vogliono”, aggiungeva Gabriele dispettoso. “Bè vuol dire che cambierò sesso”, pensava Prisca. Elisa le aveva mostrato, su una rivista medica dello zio Leopoldo, la foto di un camionista svedese che si era fatto fare un’operazione ed era diventato una bellissima ragazza. “Se fossi maschio potrei anche fare il mozzo su una nave mercantile e andarmene in giro per il mondo”, pensava Prisca. “Va bé, vuol dire che prima mi sposerò e avrò i miei diciassette bambini, e solo dopo cambierò sesso e farò il torero”. Era un pensiero consolante avere quella doppia possibilità grazie al progresso della scienza”.

Letto questo passaggio, la reazione della famiglia è immediata. I genitori si rivolgono al preside, sottolineando come l’invio alla scuola, a inizio anno, del consenso informativo con diffida li avrebbe dovuti garantire di venire informati sui dettagli del programma scolastico. Chiedono anche la rimozione del romanzo dalla biblioteca della scuola, in quanto lesivo e diseducativo per la morale dei ragazzi. Il preside risponde negativamente e i genitori, a quel punto, decidono di trasferire il figlio in una scuola paritaria a indirizzo cattolico. Una reazione spropositata, per Pitzorno che, ieri, ha espresso il suo sconcerto per il sito internet che ha pubblicato la notizia due anni fa e che spera nelle scuole parentali perché non si corra il rischio che i figli vengano corrotti da libri di questo tipo.

«Ora chiederei ai miei lettori una testimonianza personale - dice sul social - Vi ho spinto a diventare omosessuali? O vi ho semplicemente spinto a rispettare tutti gli altri, anche se non la pensano come voi e non hanno fatto le vostre stesse scelte? Comincio ad avere paura. Non per me, ma per chi è bambino oggi».