A Carpi una farmacia abusiva in casa con le ricette falsificate

Carpi. L’assistente alla poltrona, in nero, rubava i blocchetti del dentista e li certificava. Smascherata da un dottore insospettito dal gran numero di richieste di medicine 

CARPI Da almeno nove mesi aveva iniziato a prescriversi ricette di psicofarmaci e alcaloidi (farmaci che possono provocare lo stesso effetto degli stupefacenti) per decine di migliaia di euro. Fino a quando un farmacista si è accorto della quantità anomala che veniva prescritta sempre dallo stesso studio dentistico e ha allertato i carabinieri perché venisse fatta luce sul caso.

IL TRUCCO Una carpigiana 45enne, risultata lavorare in nero presso uno studio dentistico della città come assistente alla poltrona, negli ultimi mesi aveva iniziato a prescriversi ricette, falsificando la firma del dottore presso il quale prestava servizio.


La donna, poi, si recava in più farmacie di Carpi e, di volta in volta, ritirava quantità di farmaci di vario tipo. Tra questi, anche derivati del Cialis, dosi di Viagra, ma anche analgesici simili a quelli che vengono somministrati dai veterinari ai cavalli.

Una serie di prescrizioni che, nel caso vengano rivendute sul mercato nero, possono fruttare decine di migliaia di euro. L’assistente alla poltrona, inoltre, usava l’accortezza di recarsi in farmacie diverse ad ogni ritiro per non dare troppo nell’occhio. Fino a quando qualcuno si è accorto che qualcosa non andava.

LE INDAGINI Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Carpi nascono dalle indicazioni di un farmacista che, accortosi delle quantità di farmaci che venivano richiesti da parte della 45enne, ha pensato di allertare i militari per fare chiarezza.

Una volta avviati gli approfondimenti, è risultato chiaro come la donna fosse solita utilizzare le ricette del suo datore di lavoro, falsificando la firma, per procurarsi farmaci, ritrovati presso l’abitazione dell’assistente alla poltrona.

Dai prossimi sviluppi sarà possibile fare luce anche sul motivo che portava l’assistente alla poltrona a richiedere un così elevato numero di psicofarmaci e alcaloidi. Le due strade che appaiono più probabili finora sono, appunto, la rivendita allo scopo di ricavarne profitto o l’assunzione personale.

Nel frattempo, la donna è stata denunciata per falsità materiale commessa da privato ed esercizio abusivo della professione. I militari, inoltre, stanno verificando se i fatti se la 45enne agisse con la compiacenza del dentista.