Francesca porta aiuti e turisti a Chernobyl

La fotografa di Serramazzoni unica autorizzata ad entrare nella città ex Urss devastata dall’incidente

SERRAMAZZONI. Un ponte tra Serra e Chernobyl, per aiutare la popolazione contadina (i “samosely”) che ancora abita nella terra segnata dal disastro nucleare del 26 aprile 1986.

È quello che si attiverà domani con la partenza del nuovo viaggio della fotografa Francesca Gorzanelli nell'area di esclusione, che si svolge lungo due direttrici correlate.


Innanzitutto, servirà a portare aiuti (abbigliamento, ma anche fondi) a una coppia di anziani di Kupovate, Ivan e Maria (conosciuti da Francesca nei suoi precedenti viaggi), grazie alla sua adesione a “Serra per il Mondo” l'associazione che promuove progetti di cooperazione internazionale. Poi l'intento è quello di sensibilizzare la popolazione locale (200 circa le persone rimaste) alle opportunità aperte dal nuovo turismo che si sta sviluppando nell’area: ci sono sempre più persone che vogliono fare esperienza di quel pezzo di storia.

Per questo la stessa Gorzanelli, che è l'unica “guida” italiana per Chernobyl (come ha raccontato di recente Fanpage in un articolo), porterà con sé quattro turiste (della provincia e non solo) per fare visitare come intende lei («non in un giorno mordi e fuggi, ma stando lì e alloggiando in un hotel di Chernobyl dove tutto è rimasto fermo all'Urss») i luoghi del disastro. Cosa questa che, attraverso l'assessore alla Cultura Marzia Cipriano, ha portato anche al patrocinio del Comune e a quello del Club Unesco Modena.

Domani partenza (rientro il 22) per Kiev, dove domenica il gruppo il personale del Radioactive Team, autorizzato dal governo ucraino, li porterà al checkpoint e quindi nelle aree ammesse alla visita nella zona di esclusione di Pripyat (la città vera del disastro, Chernobyl in realtà è rimasta più riparata).

Con le dovute avvertenze: mascherina per evitare il pulviscolo attorno alla centrale, divieto di bere, di fumare e di sedersi a terra. Poi controlli costanti delle radiazioni con un geiger messo a disposizione dalla Tommesani di Bologna assieme a un “Rofes”, strumento che fa una diagnosi immediata dello stato di salute degli organi.

«Dopo 32 anni la permanenza nell'area per periodi brevi non danneggia, ma servono precauzioni», spiega la Gorzanelli, che da due anni si è stabilita a Serra da Vignola.

«Ringrazio il Comune e l'associazione Serra per il Mondo per l'appoggio che mi hanno dato perché credo che si possa dare vita a un progetto internazionale fecondo di sviluppi».

Già previsti infatti altri due viaggi, a maggio e settembre. «Grazie all'esperienza di Francesca – dice Andrea Convenuti, presidente di Serra per il Mondo – vorremmo aiutare questa popolazione povera e dimenticata a sostenersi, creandosi un mestiere attraverso il turismo».

Daniele Montanari