Modena, l'oncologo Federico condannato per diffamazione

Il professor Massimo Federico

Il professore di oncologia del Policlinico e del Com denigrò l’ex direttore generale del Policlinico di Modena Petropulacos con insinuazioni pesanti e gravi accuse rivelatesi infondate: mille euro e risarcimento civile

MODENA. Condannato per aver diffamato - durante una conferenza stampa e subito dopo - la sua ex direttrice generale Licia Petropulacos (oggi dirigente generale del Servizio sanitario regionale). Assolto per non averla diffamata a mezzo stampa: il giorno dopo, i giornali non riportarono espressioni o concetti ingiuriosi da quella conferenza stampa.

Il professor Massimo Federico, famoso oncologo del Com, dovrà pagare alla ex direttrice e al Policlinico - le due parti civili seguite dall’avvocato Luca Pastorelli - mille euro e spese legali. Ma soprattutto il giudice ha dato il via libera al risarcimento in sede civile. Tutto questo nonostante l’appassionata difesa di Antonio Di Pietro, il celebre ex pm oggi avvocato, che ha riportato le espressioni pronunciate da Federico alla conferenza stampa del 21 dicembre 2012 nell’ambito di una contesa che durava ormai da un anno che aveva messo i due dirigenti in una posizione di stallo che, per l’ex pm, poteva essere ricomposta con la semplice buona volontà.

La prova chiave del processo - anche se il codifensore avvocato Mascia Cavalera non è affatto d’accordo - è una registrazione audio fatta dall’addetto stampa del Policlinico che “copre” tutta la conferenza stampa e le sue successive affermazioni “ironiche” fatte “pour parler” con i giornalisti. Chiacchiere, sono state definite dai difensori. Segnali precisi da un documento sonoro, secondo accusa e parte civile, per screditare e denigrare la Petropulacos con insinuazioni gravissime: l’oncologo l’avrebbe dipinta come pazza, inaffidabile e “porta-sfiga” dicendo anche che non era in vacanza all’estero ma ricoverata in una clinica. Purtroppo per lui, il passaporto l’ha inchiodato ai fatti: del tutto sana di mente, la Petropulacos si stava godendo una vacanza in India. Quanto all’insinuazione sulla jettatrice, secondo Pastorelli serviva per gettarle addosso un discredito maligno difficile da togliere.


Tutto il processo si è così giocato su quanto ha detto l’oncologo in conferenza stampa e subito dopo, dato che i cronisti non hanno riportato dichiarazioni diffamatorie nei loro servizi. La registrazione audio, sottoposta a perizia, riporta quelle frasi ma anche il testo fedele delle dichiarazioni orali di Federico, trascritte dall’addetto stampa. Esasperato dalle tensioni con la Petropulacos, dai controlli dei Nas nel suo ufficio (mandati dalla Procura dopo una segnalazione del rettore avvisato dalla direttrice stessa), defraudato dalla sua "legittima spettativa" di diventare primario, aveva detto che nove dipendenti mandati da lei stavano lavoravano per incastrarlo. Diritto di critica portato all'estremo o diffamazione? Il giudice ha ritenuto fondata la seconda ipotesi.