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Passaporto? Un labirinto tra burocrazia e provincia

Prenotazione obbligatoria per chi non vive a Modena, Carpi, Sassuolo, Mirandola Ma i pochi posti liberi per avviare la pratica ci sono tra un mese, poi solo incognite

Chi ha anche la pur vaga intenzione di andare all’estero la prossima estate sarà meglio dia un’occhiata per tempo al proprio passaporto, se è scaduto.

Perché ottenerne il rilascio - specie per un semi-profano dei viaggi e di internet - può rivelarsi un’avventura. Avventura con il condimento di diseguaglianze “popolarmente” incomprensibili. Soprattutto se queste diseguaglianze vengono involontariamente provocate da un ministero della Repubblica e dalle sue derivazioni. In altre parole: chi viv ...

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Chi ha anche la pur vaga intenzione di andare all’estero la prossima estate sarà meglio dia un’occhiata per tempo al proprio passaporto, se è scaduto.

Perché ottenerne il rilascio - specie per un semi-profano dei viaggi e di internet - può rivelarsi un’avventura. Avventura con il condimento di diseguaglianze “popolarmente” incomprensibili. Soprattutto se queste diseguaglianze vengono involontariamente provocate da un ministero della Repubblica e dalle sue derivazioni. In altre parole: chi vive nel Comune dove hanno sede una Questura (Modena) o un Commissariato (Carpi, Sassuolo o Mirandola) può infischiarsene della prenotazione elettronica e dell’iter che ne consegue. Va agli sportelli della polizia della sua città e affronta l’iter tradizionale, compreso il rilievo delle impronte digitali.

Chi non ha questa fortuna invece ha due alternative. Primo caso: si risconosce fisicamente impossibilitato o ignorante di internet. E allora si rivolge al Comune per un aiuto, dilatando ulteriormente i tempi (per cui a quel punto è meglio pensare alle prossime vacanze di Natale...). C’è anche chi va dai carabinieri, che così fanno un po’ da postini.

Secondo caso: affronta con serenità un viaggio informatico, che anticipi il viaggio corporale alla sede della polizia. Il viaggio informatico consiste nell’accesso al sito del ministero. Dove alla voce passaporti c’è un primo obbligo: registrarsi. Ovvero lasciare tutti i propri dati (tra cui residenza e domicilio obbligatori, anche se sono uguali, mail, telefono...). A quel punto il portale si apre (ma c’è una password da ricordare...).

E qui scopri che per chi non è residente nel Comune sede di polizia di stato è obbligatorio prenotare un appuntamento. La cosa singolare è che in provincia di Modena, per capirsi, uno di Medolla non può presentarsi liberamente in Commissariato di Mirandola negi orari di mapertura al pubblico, ma può prenotare un appuntamento a... Sassuolo. Ieri, 2 aprile, abbiamo fatto una verifica sui giorni e sulle disponibilità per questi appuntamenti. A Carpi il primo giorno disponibile per un appuntamento è il 2 maggio 2018 dove (ieri) c’erano due posti disponibili (se uno ha famiglia, tranne con i minori, per ogni passaporto si “consuma” un appuntamento).

A Sassuolo primi appuntamenti disponibili il 2 maggio, e i posti disponibili sono 3.

A Modena (fino a ieri...) 3 posti disponibili per il 3 maggio.

Mirandola ha appena inserito nuovi appuntamenti in più, per cui il 16 aprile un paio di posti ci sono. Ma, come detto, potrebbero essere colmati da una famiglia di Fanano o di Savignano sul Panaro, per capirsi.

E il bello è che se vengono esauriti i posti, non è possibile penotare per le settimane successive, finchè dal ministero non inseriscono date e disponibilità. C’è così chi ci guarda per 10 giorni, si stanca, l’undicesimo non ci guarda più e proprio a quell’undicesimo giorno inseriscono i posti che altri, più fortunati, prenoteranno, Un terno al lotto, insomma. A guardare i dettagli, dove spesso si nascondono i trucchi, si scopre poi che ogni commissariato o questura fa ancheun po’ di testa sua (nel modenese succede così...) sempre rendendosi necessaria la prenotazione. Riserva ad esempio un giorno disponibile ai residenti nella città “fortunata”, o per le urgenze urgenti, rende la pratica meno... burocratica. Tentativi onesti ma random di rimediare ad una situazione che era stata spesa come innovativa e vantaggiosa, ma che a volte non lo è. Specie se per il primo appuntamento occorre sentirsi diversi da altri cittadini, aspettare un mese (poi la polizia si prende ovviamente i suoi tempi per il rilascio...) e andare a zonzo per la provincia. Ma, a sentire la controparte, è una innovazione, e va bene così. Buone vacanze. (ase)