Alla Madonnina ancora odori: a Modena raffica di segnalazioni

Modena. Emissioni sgradevoli dalla Fonderia, nonostante il sistema di filtraggio al carbone. I residenti sono esasperati: «Non possiamo andare avanti così per quattro anni»

MODENA Prima di Pasqua era toccato a quelli di via Uccelliera e via don Fiorenzi, mentre in questi giorni - e in questo il vento è sempre piuttosto “democratico” - tocca a via don Saltini. E il pensiero di tanti residenti è corso immediatamente alle parole del presidente Moretti, che due mesi fa, in conferenza stampa, aveva ricordato che le polemiche dei mesi scorsi sono costate alla cooperativa un sacco di soldi in «investimenti inutili su cose che non servono per i prossimi anni».

GLI ODORI Perché il sospetto, alla Madonnina, è che l’impianto sperimentale per l’abbattimento ulteriore delle emissioni e la mitigazione degli odori installato a metà gennaio alle Fonderie cooperative di via Zarlati non produca - almeno per ora - gli effetti sperati. Da un paio di settimane, infatti, gli odori avvertiti nei mesi scorsi nella zona dello stabilimento - e spesso in tutto il quartiere - hanno ripreso a farsi sentire, raggiungendo l’apice negli ultimi giorni, tanto che ieri è partita una raffica di segnalazioni su “Segnala Mo”, la sezione modenese della piattaforma regionale “Rilfedeur”. «Gli odori hanno ripreso a farsi sentire già da diversi giorni - conferma l’avvocato Marco Gherardi del comitato “RespiriaMo aria pulita”, da tempo in prima linea sulla vicenda - ma nelle ultime ore sono stati particolarmente intensi, soprattutto nella zona di via don Saltini, mentre prima era toccato a via Uccelliera. Evidentemente l’impianto di mitigazione installato a metà gennaio non sta avendo gli effetti sperati - incalza il legale del comitato - del resto, lo stesso presidente Moretti due mesi fa aveva parlato di “investimenti inutili”… l’auspicio è che il sistema sperimentale debba ancora entrare pienamente in funzione, e che quindi le cose migliorino nelle prossime settimane, ma per ora la situazione è esattamente quella precedente l’installazione dell’impianto».

LE PROTESTE Tutto questo, ricorda Gherardi, con la bella stagione alle porte, e dunque con la prospettiva di un’estate con le finestre chiuse per buona parte dei residenti del quartiere: «Di certo, così non si può andare avanti - riprende l’avvocato - perché a gennaio 2022, quando le Fonderie lasceranno lo stabilimento di via Zarlati per trasferirsi altrove, mancano poco meno di quattro anni, ed è evidente che per i residenti della Madonnina si tratta di un arco di tempo inaccettabile se la situazione sarà sempre quella di oggi. Tutto questo sperando che - fino ad ora le rilevazioni di Arpae sono rassicuranti in questo senso, ndr - questi odori molto pungenti non siano legati ad emissioni nocive». Ma cosa farà ora il comitato per dare una risposta alle tante segnalazioni arrivate dai cittadini? «Tutti ci chiedono di fare qualcosa - conclude Gherardi - per ora continuiamo a raccogliere le segnalazioni e poi valuteremo cosa sarà possibile fare: nei mesi scorsi Arpae e amministrazione comunale ci hanno ascoltato e hanno capito il nostro disagio, prescrivendo l’installazione dell’impianto per la mitigazione degli odori. Ma visto che le cose non sono cambiate, ci riuniremo e torneremo a farci sentire, perché non è possibile andare avanti così per altri quattro anni».


Luca Gardinale

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