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Psiche, Eros e pure Spippolino Ai Musei voce e magia del Contastorie

Ai Musei Civici vanno in scena le “Fiabe d’amore”, cioè quando tutto è possibile Marco Bertarini e l’arte della narrazione: “Ascoltare, per nutrire l’immaginario”

«Io sono Marco, un contastorie che racconta e delle mie storie io lascio l'impronta. Ho letto, ho ascoltato, ho visto, toccato. E ora racconto ciò che ho imparato». Marco Bertarini (MarContastorie) si presenta così al pubblico. Lo si può ascoltare anche oggi, sabato 7 aprile, negli spazi dei Musei Civici (ingresso da viale Vittorio Veneto, 5 - piano terra, vicino al Lapidario Romano), alle 16, con lo spettacolo “Fiabe d'amore, quando tutto è possibile. Dal mito di Psiche ed Eros alla fiaba d ...

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«Io sono Marco, un contastorie che racconta e delle mie storie io lascio l'impronta. Ho letto, ho ascoltato, ho visto, toccato. E ora racconto ciò che ho imparato». Marco Bertarini (MarContastorie) si presenta così al pubblico. Lo si può ascoltare anche oggi, sabato 7 aprile, negli spazi dei Musei Civici (ingresso da viale Vittorio Veneto, 5 - piano terra, vicino al Lapidario Romano), alle 16, con lo spettacolo “Fiabe d'amore, quando tutto è possibile. Dal mito di Psiche ed Eros alla fiaba di Fiordaliso e Spippolino”, per orecchie a partire dai 5 anni. Un bel legame, importante, potente, tra l'arte dell'immagine e quello della narrazione.

A Modena, nei Musei Civici sono conservati alcuni capolavori dell'arte di tutti i tempi e sono molte le iniziative che cercano avvicinare anche il pubblico dei più piccoli alle stanze dei musei e alle storie che sono contenute nei ritratti, nelle grandi scene corali, nelle vite stesse di molti pittori e scultori.

In questa occasione, con una collaborazione già collaudata, l'intento è quello di aprirsi alla magia e alla meraviglia del filo sottile che lega miti e fiabe, leggende e storie lontane nel tempo, vicine per il timbro, il senso, l'ordito e la trama, degli amori tra gli esseri umani e creature “altre”, pur con sfumature diverse.

Un percorso, quello di Marco Bertarini, che è il risultato di anni di studio e di ricerca e che trova nella voce e nella sintesi della narrazione e della tradizione orale la sua più intensa e potente manifestazione, quella chiave che permette di andare oltre, per ancorarsi, ancor meglio alla realtà presente.

«Siamo bombardati dalle immagini - spiega Marco - e stiamo perdendo la capacità di ascoltare, di assecondare e nutrire l'immaginario, soffocati da messaggi che penetrano nel profondo e, a non stare attenti, si radicano e diventano gli unici modelli di riferimento. E noi invece dobbiamo nutrirlo l'immaginario, perché, di fronte a un problema reale, per non restare impegnati nelle maglie del problema, per non arrendersi, per non cedere appiccicati alla tela del ragno delle strade battute e delle risposte inadeguate, è da lì che può arrivare la salvezza, dalle storie, dai miti, dalle fiabe e dalle favole, che aiutano a saper trovare soluzioni diverse. Saper creare nuovi mondi e nuovi modi di pensare fa davvero la differenza».

Non servono grandi scenografie, anzi. «Piano piano, nel corso del tempo - dice Marco - ho ridotto la scenografia, che pure all'inizio mi sembrava necessaria. In fondo che spettacolo può nascere se sul palcoscenico non c'è nulla? Mi sono concentrato proprio sulla narrazione. Sulla voce. Ho avuto conferma, di volta in volta, di anno in anno, di spettacolo in spettacolo, che è uno strumento potentissimo, la voce, e che le storie non hanno bisogno di scenografia, contengono già tutto loro. E ognuno, ascoltando, crea quel mondo a sua misura, lo accoglie, lo crea, lo fa suo. Diventa parte di quel mondo e ne porta con sé un pezzetto».

Marcontastorie Bertarini di sé scrive: “oggi faccio il contastorie, artigiano di racconti. Ecco gli ultimi spostamenti, si ode ancora qualche bisbiglio e qualche risatina, squilla il penultimo cellulare dimenticato acceso, poi ... silenzio! Resta la voce del contastorie ad accompagnare gli ascoltatori in mondi tutti da immaginare e scoprire. La narrazione è relazione: tra contastorie e ascoltatori in mezzo c'è la storia che prende forma in base all'atmosfera che si crea. A volte il racconto si allunga indugiando in nuovi particolari o mostrando un punto di vista alternativo, altre volte corre via più veloce tralasciando passaggi e dettagli in quel momento poco importanti”. Manca poco, pochissimo. Si spengono le luci. Voce alle storie. Che lo spettacolo abbia inizio.

© Illustrazione di NEGRESCOLOR Bologna Children's Book Fair 2018