La Modena preferita di Francesca Garagnani

Francesca Garagnani, che si occupa delle attività del Centro Musica e della Tenda, racconta la sua Modena, tra strade e scorci del centro. 1) Il passaggio tra l'ingresso dei Musei del Duomo e l'ingres...

Francesca Garagnani, che si occupa delle attività del Centro Musica e della Tenda, racconta la sua Modena, tra strade e scorci del centro.



1) Il passaggio tra l'ingresso dei Musei del Duomo e l'ingresso della Ghirlandina. Quando si ha fortuna, questo passaggio si attraversa senza incrociare passanti, e il silenzio, accompagnato al taglio di luce estiva, mi hanno sempre trasmesso una grande serenità. Leggere il giornale seduta a ridosso della porta di ingresso è un ricordo indelebile che ho di me ragazza, ai tempi del liceo.

2) Largo Hannover e Nunzio, perché lo Stallo del Pomodoro è tutt'uno con una persona. Luogo di continui ritorni, atmosfere sfasate, sere d'estate. E poi tutto il largo, con l'ex Fabbrica del Ghiaccio, destinazione ricorrente di quando si organizzavano i concerti e ancora non esisteva la macchina del ghiaccio.

3) Teatro Comunale. Un luogo magico vissuto sin da bambina, quando curiosavo dietro le quinte accompagnata dal nonno Umberto custode del Teatro, poi da ragazza, le notti in fila sotto il portico per conquistare un buon posto in platea, fino agli anni più recenti, per lavoro e per piacere, con ogni volta la sensazione di “essere a casa”.

4) Mercato Albinelli. Imperdibile la passeggiata del sabato mattina fra i banchi. Un rito intimo e un'esigenza per catturare una dimensione dell'acquisto gratificante. Il gusto del sostare, delle attese, delle chiacchere con i negozianti.

5) Rua Muro e la rete di vie intorno: da piazzetta San Giacomo, a via Stella fino a via Carteria, un angolo che mi piace sempre ripercorrere alla ricerca delle botteghe sopravvissute, delle gallerie d'arte, dei piccoli bar.

6) 7B. Dove la passione per il cinema si incontra con l'amore per il treno. Inimmaginabile Modena senza il suo cinema d'essai e il suo microcosmo: la mensa del Ferroviere, il giardino estivo. Luoghi di storie e diversa umanità, incastonati in un nonluogo per eccellenza, come la stazione.

7) Ex Ospedale Estense. Mi hanno sempre affascinato quegli stanzoni dai soffitti altissimi, la rete di corridoi avviluppati fra loro.

8) Giardini Ducali. Luogo di mille possibilità che impone ogni anno un ritorno nella stagione estiva e che mi ha permesso da neomamma di coniugare il gioco con un aperitivo. Anche arte e lavoro, da preservare e valorizzare.

9) Feltrinelli. O meglio... la Rinascita. Il sabato con mio padre, un rito durato per anni, naso affondato nei libri, sguardi silenziosi a sostituire i commenti e a costruire intimità, abitudine che ripercorro oggi con mio figlio.

9)Aldina. Aldina è sinonimo di tortellini! Quello che considero il luogo dal tratto più “modenese” fra tutti. Non solo per i piatti, ma anche per l'atmosfera anni '50 e la varietà di avventori.

10) Vicolo Squallore. Per me la strada più straniante del Centro. Basta addentrarsi per qualche metro e si precipita altrove. Da riscoprire, meglio in pieno inverno.

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