Castelnuovo.Sante Levoni indagato. L'accusa: "Ha corrotto un giudice"

 Il re dei salumi accusato per un regalo costoso in prodotti al giudice tributario Menegatti

CASTELNUOVO. A 77 anni l’industriale castelnovese del settore carni Sante Levoni risulta indagato per la corruzione di un giudice tributario bolognese d’appello con altre 11 persone. Tutte vicende differenti ma riconducibili allo stesso magistrato. Il caso che vede coinvolto il re dei salumi, ancora tutto da chiarire, riguarda una vicenda di contatti e regali attraverso la mediazione di una dipendente dell’Agenzia delle Entrate castelfranchese, A.M..

L’accusa contro Levoni riguarda il periodo in cui era ancora a capo della Globalcarni ma stando agli atti si riferisce a una serie di accertamenti sulla sua situazione patrimoniale e fiscale personale nell’epoca in cui aveva deciso di prendere la residenza a Montecarlo.



L’accusa formulata contro di lui dal pm bolognese Morena Plazzi, nel suo atto di fine indagini in cui risulta indagato, riguarda innanzitutto il contatto tra la funzionaria delle Entrate ritenuta dal pm mediatrice nei contatti con il giudice indagato, Carlo Alberto Menegatti, e Levoni stesso. Ciò che interessava a Levoni, secondo le ricostruzioni della guardia di Finanza, era la sorte che avrebbe potuto avere il suo ricorso in secondo grado davanti alla Commissione Tributaria Regionale Emilia-Romagna. Levoni avrebbe chiesto di ottenere informazioni sul carattere dei giudici e sulla composizione della commissione che avrebbe trattato il suo ricorso.

L’accusa di corruzione per Levoni subentra con il passaggio successivo di questo abboccamento, quando secondo l’accusa, dopo aver contattato A.M. per contattare a sua volta il giudice Menegatti, Levoni avrebbe ottenuto le informazioni e quindi, poco dopo, gli avrebbe regalato salumi e prosciutti «di elevato valore commerciale». Non solo: il pm segna anche nel capo d’accusa: «e prometteva dazioni in denaro». Ovvero una bustarella per il giudice.

Questa l’accusa che emerge dalla fine delle indagini su fatti che risalgono al 2012. Ora tocca alla difesa esporre le proprie ragioni prima che si chieda il rinvio a giudizio o l’archiviazione per i 13 indagati. Secondo il difensore di Levoni, l’avvocato Cosimo Zaccaria, la vicenda legata al ricorso in appello è ancora da approfondire perché riguarda non la Globalcarni ma la posizione personale di Levoni. «Stiamo ricostruendo l’iter di questo caso complesso ma già da ora ci pare che alla base ci sia un fraintendimento. Possiamo dire che l’azienda Globalcarni è estranea, come emergerà anche in seguito».