Il caso Fonderie di Modena per Arpae: «Odori, calo del 60%» Il comitato non ci sta

Comune e Arpae dopo il vertice hanno dato un responso Ma i cittadini dissentono: «La situazione non è cambiata» 

MODENA. Magari i residenti non la pensano esattamente così, dal momento che le segnalazioni continuano anche in questi giorni, ma per Comune, Ausl e Arpae l’impianto sperimentale per l’abbattimento di emissioni e odori installato alle Fonderie cooperative della Madonnina sta dando i risultati auspicati. A confermarlo è il Tavolo tecnico composto dagli assessori all’Ambiente e all’Urbanistica, dai tecnici dei due settori, Arpae, Azienda Usl e dalla stessa cooperativa di via Zarlati.

Coop Fonderie"Via dalla Madonnina? Ok, ma vogliamo restare a Modena"

Il vertice, che si è tenuto lunedì scorso, ha così fatto il punto sulla seconda fase della sperimentazione, che si è svolta dal 12 al 16 febbraio, confermando «la diminuzione delle sostanze odorigene in uscita dall’emissione E27 - fa sapere il Comune - che si è attestata intorno al 60%, in leggero miglioramento rispetto alla prima fase, mentre la riduzione dei Cot (Carbonio organico totale) non metanici è passata in media dal 30 al 35 per cento». Il Tavolo ha anche affrontato con l’azienda il tema del picco di segnalazioni di odori avvenuto tra il 28 e il 30 marzo, «giornate - riprende la nota congiunta - che hanno coinciso con condizioni meteorologiche particolarmente ventose che hanno contribuito a incanalare verso l’esterno l’aria interna al capannone». Tornando alla sperimentazione, la seconda fase ha comportato l’aumento del dosaggio dei carboni attivi, passato dagli 8 chili per ora della prima fase a 19 kg/h. «L’azienda ha inoltre recepito e applicato altre migliorie operative - riprende l’amministrazione comunale - come per esempio l’installazione di un silo di precarica, fissate dal Tavolo. Come già accaduto nella prima fase di sperimentazione, anche a fronte di un aumento netto della quantità di carbone, l’emissione complessiva di polveri al camino è risultata ampiamente nei limiti consentiti e i rifiuti di lavorazione rimangono classificati come “speciali non pericolosi”». Per quanto riguarda il prossimo passaggio, il tavolo tecnico ha indicato all’azienda le modalità di svolgimento della terza fase di sperimentazione sull’emissione E27, in programma per il mese di maggio, quando sarà testato un tipo diverso di carboni attivi, che saranno sperimentati nelle stesse quantità: 8 kg/h nella prima settimana e 19 kg/h nella seconda. Il Tavolo ha richiesto inoltre alle Fonderie cooperative di presentare, contestualmente all’ultima fase di sperimentazione, un primo progetto impiantistico per l’abbattimento delle sostanze odorigene dell’emissione E26, in linea con quanto già stabilito all’inizio del percorso di confronto. Se l’attenzione da parte di Comune e Arpae non manca, insomma, resta il problema che per i residenti gli odori continuano a essere intensi come nei mesi passati, come dimostrano le numerose segnalazioni partite nei giorni scorsi attraverso il sistema “SegnalaMo-Rilfedeur”: «Qui gli odori continuano a essere pesanti come prima - spiega l’avvocato Marco Gherardi del comitato RespiriaMo aria pulita - e negli ultimi 15-20 giorni la situazione è ulteriormente peggiorata, tanto che i residenti si chiedono come sarà possibile andare avanti così per altri quattro anni».