Modena: negozio chiuso per la terza volta

La polizia municipale fa abbassare per sempre le serrande all’esercizio etnico

MODENA. Ancora una chiusura per il negozio etnico di prodotti alimentari ed extralimentari che si trova in via Nicolò dell'Abate 15, in zona Stazione ferroviaria. Questa volta è quella definitiva.

A fare eseguire il provvedimento è stata la polizia municipale di Modena.


La revoca del titolo abilitativo formalizzato dal Suap (Sportello unico delle attività produttive) del Comune il 6 aprile scorso, è avvenuto su richiesta della Questura in seguito all’accertamento di reati e giunge dopo due provvedimenti di sospensione già adottati in passato. Il primo aveva imposto una sospensione dell’attività commerciale per 30 giorni, ed era scattato a dicembre del 2016 “per la presenza di individui pericolosi per la sicurezza pubblica”. Poi, a gennaio di quest’anno lo stesso esercizio commerciale, che aveva avviato l’attività nel 2015, è stato colpito da un secondo provvedimento di sospensione della durata di 45 giorni, sempre ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza “per l’abituale presenza di individui pregiudicati, per specifici episodi di rissa e danneggiamenti, nonché spaccio di stupefacenti”.

L’esercizio commerciale avrebbe dunque dovuto essere chiuso. Ieri pomeriggio la polizia commerciale e il Nucleo antievasione tributi locali della Municipale sono intervenuti per accertare l’osservanza del provvedimento e hanno trovato invece l’esercizio in attività.

Nei confronti della titolare, una settantenne di nazionalità ghanese, gli agenti hanno elevato una sanzione di oltre 5mila euro per attività commerciale in sede fissa abusiva, essendo stata revocata la Scia, cioè il titolo abilitativo, e hanno intimato l’immediata cessazione dell’attività condotta appunto abusivamente.

Inoltre, la Municipale invierà alla Direzione territoriale del lavoro la documentazione relativa al rapporto di lavoro di una quarantenne ghanese che, trovata all’interno del negozio, ha dichiarato di essere una dipendente, per verificarne la regolarità.

Nei prossimi giorni la polizia municipale effettuerà ulteriori controlli; se l’esercizio di vicinato tornasse ad aprire, nei confronti della titolare sarebbe elevata un’ulteriore sanzione di importo pari alla prima e potrebbe scattare una denuncia penale per inosservanza all’ordine dell’autorità.