Diamanti, 650 truffati di Modena per 17 milioni di investimento

Federconsumatori pronta ad inviare il conto alle banche che hanno promosso gli acquisti: sarà una sorta di class action

MODENA «Siamo pronti alla class action, vogliamo dalle banche il rimborso». Sergio Veroli interviene con decisione sugli investimenti in diamanti da parte di piccoli risparmiatori agli sportelli bancari sanzionati dall’Antitrust. Come noto l’autorità ha multato per oltre 13 milioni di euro gli istituti Unicredit, Banco Bpm, Intesa San Paolo, Monte dei Paschi di Siena e i broker Intermarket Diamond Business e Diamond Private Investment. Ma i risparmiatori sono in lotta per rivedere i propri risparmi.

La Federconsumatori di cui Veroli è vicepresidente nazionale sta seguendo oltre 650 clienti nella sola provincia di Modena, senza contare le persone in lista d’attesa. Sette su dieci sono anziani. Hanno investito oltre 17 milioni di euro, registrando perdite - secondo la federazione - comprese tra il 60% e il 70% della cifra. L’investimento medio a Modena sinora registrato è stato di 80-100mila euro con una punta di 500mila euro. La maggior parte ha investito cifre comprese tra 5 e 10mila, tornando a comprare per il prospettarsi d’incrementi nel valore degli investimenti. «Qualcuno ha poi provato ad andare in gioielleria - è intervenuto Maurizio Guidotto, presidente di Federconsumatori Modena - ma il gioielliere mica vende le pietre. Se il cliente aveva bisogno di soldi, non poteva rientrare nell’investimento come promesso».

La federazione ha avviato azioni con le quattro banche, ricevendo esiti diversi. «Intesa e Unicredit hanno accettato, con condizioni diverse, di rimborsare i risparmiatori - ha assicurato Veroli - mentre non abbiamo notizie del Monte dei Paschi, a cui abbiamo scritto più volte. Abbiamo incontrato responsabili Bpm a Milano, ma non ci danno risposta». Un ostacolo non invalicabile per gli esponenti di Federconsumatori, che hanno avviato azioni legali.

«Dapprima sono reclami e costituzioni in mora delle società e degli istituti di credito per stimolare una prima risposta - ha spiegato l’avvocato Matteo Ferrari Zanolini, avvocato della consulta giuridica di Federconsumatori - che finora non è uniforme nemmeno all’interno degli stessi istituti. Intesa ha iniziato con protocolli interni, Unicredit si sta muovendo bene con problemi di uniformità, ma in Piemonte cerca in ogni modo di far pagare una differenza tra il valore di vendita e quello pagato all’inizio. Bpm è maggiormente esposto e rimane più evasivo, Mps è inerte ai reclami».

La conciliazione a cui Federconsumatori farà ricorso potrebbe non essere l’ultimo passo. «Stiamo presentando in blocco richieste individuali perché le banche sappiano che è una richiesta organizzata di più risparmiatori. Se non sarà possibile una soluzione transattiva, Federconsumatori ha allo studio una class action e soluzioni individuali giudiziarie, che è l’ultima risorsa per i tempi, le risorse e i costi». Ferrari Zanolini ha garantito che le società e le banche scoperte potrebbero costituire la punta dell’iceberg. «L’indagine dell’Antitrust rischia di essere l’innesto di una crisi che attraverserà il mondo bancario - ha ribadito il legale - perché è coinvolta una terza società, la Diamond Love Bond, e una cinquantina di banche del credito cooperativo». «Colpiremo a tutti i livelli», ha concluso Veroli. (g.f.)