Finale, Rina Poletti "Sfoglia, la donna che tradisce... "

Rina Poletti svela i segreti del mattarello 

FINALE EMILIA Finalese Doc trapiantata da ormai vent’anni a Reno Centese, la 66enne Rina Poletti, conosciuta in tutta Italia come la “sfoglina”, non nasce come tale. Perché la passione per la sfoglia, che ora insegna a fare un po’ ovunque e anche agli stranieri, arriva dopo un lungo periodo trascorso a lavorare in maglificio. E la sua storia è quasi magica visto che il primo laboratorio glielo offre il poeta Piero Gigli, deciso ad incoraggiare quella giovane imprenditrice. Siamo nel 1979. Nonostante le previsioni non rosee dei finalesi, l’attività decolla. Nel 1985 amplia il locale e anche la lista di piatti prodotti. Nel 1990 viene sfrattata dalla sede originaria e si trasferisce in via Sauro, fondando la Gastronomia Poletti («Provavo una grande soddisfazione quando persone che non avevo mai visto nel mio negozio entravano con un proprio caro e ordinavano la sfoglia da me; era un segno tangibile della considerazione positiva dei finalesi nei miei confronti») che resta in attività fino al 2007, anno della pensione. Invece del “buen ritiro” vuole continuare a mettere le mani in pasta. Partecipa a diversi concorsi e spesso li vince, guadagnandosi il titolo di “Valentino Rossi della sfoglia”. Dopodiché approda all’Alma, scuola internazionale di cucina di Colorno, collaborazione ripetuta negli anni: attualmente insegna a fare la sfoglia agli asiatici tramite il progetto “Il Cuoco” e non sono insolite le sue partecipazioni televisive. È stata anche chiamata ad insegnare a cucinare la pasta fresca emiliana alla scuola Anna Tasca Lanza a Palermo ad alcuni chef americani. Nel 2012, dopo il terremoto, fonda “Miss…ione Mattarello” per raccogliere fondi da destinare alla solidarietà e alla ricostruzione. E ora ecco l’ultima sfida: apre, insieme a due amici milanesi, Bottega Gastronomica Via Emilia a Milano, l’ultima sfida che sta dominando.



Chi meglio di lei può svelare i segreti della sfoglia fatta in casa. «La sfoglia è femmina, è traditrice - dice sempre ai suoi allievi - È necessario che il mattarello sia sempre in movimento, guai a lasciarsi distrarre, magari per rispondere al cellulare. È l’errore più grave che si possa fare. Dico sempre “mettete un cartello: chiuso per sfoglia, non disturbare».

Pasta fresca fa rima con benessere, sia esso da trovare nei prodotti di prima scelta che vengono utilizzati sia soprattutto quello mentale. «Tirare la sfoglia - aggiunge Rina Poletti - è un po’ come andare a ballare, è una danza, un ritmo. Si tratta anche di un’operazione terapeutica perché costringe a muovere tutti i muscoli del corpo».

E quel suo modo di rapportarsi con gli allevi, donne e uomini, giovani o meno giovani, è forse il suo segreto. Lei, rappresentante della famiglia degli Sfrigulin, il soprannome con cui sono conosciuti i Poletti a Finale, accoglie in casa decine di persone. «Il mondo è frenetico, ma c’è la voglia di tornare un po’ alle origini. Le nuove generazioni si stanno riappassionando ai lavori che magari erano delle loro nonne, io stessa non smetterò di ringraziare mia mamma Ada che mi ha insegnato i segreti della sfoglia. Lavorare in cucina, con materie prime e il mattarello rinnova il senso di famiglia, del buon cibo, del vivere bene. La regina di questa concezione è la tagliatella, simbolo dell’unione e del rispetto tra persone».

(ha collaborato

Sofia Fabbri)