Modena, contributi non versati per 30 milioni: assolto l’ex patron di Trenkwalder

A processo per omesso versamento di contributi Irpef e Inps per oltre 30 milioni di euro, è stato dichiarato non punibile per il primo biennio in esame e assolto per il secondo biennio. L’imputato...

A processo per omesso versamento di contributi Irpef e Inps per oltre 30 milioni di euro, è stato dichiarato non punibile per il primo biennio in esame e assolto per il secondo biennio. L’imputato del maxi-processo fiscale di Modena era niente meno che Peter Zehenleitner (nella foto), il patron austriaco di Trenkwalder Italia, il re detronizzato del lavoro interinale al centro del grande crac del dicembre 2016 che creò ansie più che giustificate in migliaia di lavoratori e anche nei sindacati che seguivano le vicende del colosso di via Paolo Ferrari.

Invece, ora anche questo delicato aspetto fiscale, legato alle mancate contribuzioni, è chiarito e sulla via di una soluzione positiva per i lavoratori rimasti “scoperti”.


Il processo concluso venerdì con una sentenza favorevole a Zehenleitner, difeso dall’avvocato Luca Pastorelli, ha infatti fatto chiarezza nel guazzabuglio di cifre non versate per 14mila prestatori d’opera nel periodo centrale della crisi economica che, proprio per la natura di mediatore di Trenkwalder, ha colpito duramente il settore interinale anche nella sua credibilità. I giudici hanno infatti analizzato due periodi di mancati versamenti dovuti ai lavoratori che erano sotto contratto per lavori somministrati. Il primo comprendeva il 2011 per 7,4 milioni di euro non versati secondo l’Agenzia delle Entrate e il secondo il 2012 per 12,5 milioni. In tutto, quasi 20 milioni di euro, una cifra astronomica. La seconda tranche analizzata riguarda il 2013 per 1,7 milioni e il 2014 per 9,3 milioni di euro.

Il patron di Trenkwalder Italia ha affrontato la questione mentre stava gestendo il concordato e poi il fallimento del suo colosso. Per la prima tranche è riuscito a dimostrare il cosiddetto “ravvedimento operoso” versando la ingente cifra di 20 milioni prima che iniziasse il processo. In questo modo non solo è riuscito a dimostrare la sua buona volontà ma anche a sanare le posizioni di chi aveva lavorato attraverso la Trenkwalder coprendo la previdenza e le imposte.

Per la seconda tranche ha invece concordato un piano di rateizzazione dei contributi da versare con l’Agenzia delle Entrate. Ha messo in pratica con serietà l’intento e la Procura, accorgendosene, non ha neppure proceduto al sequestro preventivo per equivalente sul suo patrimonio. In questo modo, una volta pagata l’ultima rata, Zeheleitner avrà saldato ogni debito, anche morale, coi lavoratori.

Soddisfatto l’avvocato Pastorelli: «Il tribunale ha assolto Zehenleitner definitivamente prendendo atto che la crisi non era imputabile all’imprenditore e prendono anche atto della struttura economico-finanziaria e dei costi tipici delle agenzie interinali rispetto agli altri creditori degli enti pubblici, considerando che il cliente Trenkwalder era solidalmente responsabile per i contributi».

Carlo Gregori