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Insulto alla bellezza

Ci sono edifici millenari capaci di resistere a tutto. All’inesorabile scorrere del tempo, a guerre, invasioni, terremoti e sciagure di ogni tipo. Svettano con orgoglio in barba alla retorica che...

Ci sono edifici millenari capaci di resistere a tutto. All’inesorabile scorrere del tempo, a guerre, invasioni, terremoti e sciagure di ogni tipo. Svettano con orgoglio in barba alla retorica che spesso li riveste di una patina stucchevole e anche alla burocrazia che qualche volta è madre, li lusinga e li preserva, qualche volta è matrigna e forse senza volerlo toglie loro il fiato, come succede all’animale raro messo sotto vetro. “Il Duomo di Modena - si legge sul sito ufficiale - fu fondat ...

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Ci sono edifici millenari capaci di resistere a tutto. All’inesorabile scorrere del tempo, a guerre, invasioni, terremoti e sciagure di ogni tipo. Svettano con orgoglio in barba alla retorica che spesso li riveste di una patina stucchevole e anche alla burocrazia che qualche volta è madre, li lusinga e li preserva, qualche volta è matrigna e forse senza volerlo toglie loro il fiato, come succede all’animale raro messo sotto vetro. “Il Duomo di Modena - si legge sul sito ufficiale - fu fondato il 9 giugno del 1099 per iniziativa delle varie classi sociali cittadine, come affermazione dei valori civici, culturali e religiosi della nascente Comunità”.

Da oltre novecento anni la cattedrale è il nostro dirimpettaio di riguardo, l’inquilino di Piazza Grande caro a tutti i modenesi, custode, manifesto e testimone di una summa di principi, ideali e virtù, al tempo stesso tempio e specchio di una ricchezza, sotto il profilo artistico, che probabilmente non ha eguali. Lo amiamo, ecco, anche se lo vediamo tutti i giorni. Ed è bello vedere turisti che si fanno ritrarre davanti alla porta dei Principi, alla porta della Pescheria, oppure intenti a catturare la Ghirlandina sullo sfondo.

Conosceranno i segreti del ciclo di re Artù? Avranno visto i tralci abitati che alludono alla “selva oscura” di Dante, i draghi, le vipere, i leoni, i grifoni, le aquile e i mostri marini, i basilischi, i cinocefali, i falchi, le gru ed altri uccelli che riempiono gli spazi tra le foglie, si misurano con l'uomo, lo aggrediscono, ne vengono soggiogati? Non lo sappiamo e in fondo non importa, perché pensiamo: avranno compreso la magnificenza dell’insieme.

Un giorno di sole limpido il cielo è ceruleo, come non capitava da tempo. La torre campanaria del Duomo si staglia come un faro che abbaglia di luce purissima. Uno stormo di piccioni anima la piazza e sembra chiudere la scena come un sipario a teatro. Un turista mi chiede se posso scattargli una fotografia. É uno smartphone che non conosco. A un certo punto perde la pazienza - Dai esci la foto … - Guardo i leoni a guardia della porta laterale del Duomo. Ecco, forse all’uso transitivo del verbo uscire, questa volta, non sopravviveranno.