MODENA. Resta cibo al ristorante? C’è la vaschetta anti sprechi

Il “food bag” disegnato dagli studenti del Venturi sarà distribuito nei locali che avranno il compito di proporre il contenitore ai clienti evitando ogni disagio

MODENA. Qualcuno vorrebbe chiederlo, ma al momento buono non ce la fa. Qualcun altro ci riesce solo scaricando la responsabilità sul… cane, mentre sono davvero pochi - e spesso stranieri - quelli che lo chiedono apertamente. Perché la verità è che, anche quando vorremmo portarci a casa gli avanzi della cena al ristorante, il senso di vergogna ci fa fare marcia indietro, con la conseguenza che quegli ottimi resti non finiscono né nel nostro frigo né nella ciotola del cane, ma semplicemente nel bidone della spazzatura. Un problema culturale, prima di tutto, che ha quindi bisogno di una risposta culturale: per questo, tredici soggetti modenesi, dalle istituzioni alle associazioni di categoria, passando ovviamente per i ristoratori, hanno deciso di allearsi per mettere insieme un progetto antispreco. Progetto che prende il nome di “Food bag”, un elegante kit il cui logo è stato disegnato dai ragazzi del liceo artistico Venturi con l’obiettivo di avviare una sperimentazione per favorire la cultura del recupero. A scendere in campo, dunque, sono stati Camera di Commercio di Modena, amministrazione comunale, Ausl, gruppo Hera, Federconsumatori, Movimento consumatori, Adiconsum Emillia centrale, Confconsumatori, Cna, Confcommercio, Confesercenti, Licom Lapam e Consorzio Modena a Tavola: tredici soggetti che ieri, nella sede della Camera di Commercio, hanno siglato un protocollo d’intesa per promuovere la sperimentazione sulla scia della legge 166/2016, che affronta i temi della “donazione e distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi”. Il progetto “Food bag” ha dunque l’obiettivo di creare a Modena un circuito di esercizi di ristorazione in cui sia offerta e promossa ai clienti la possibilità di portare a casa, in modo sicuro e igienico, l’eventuale cibo avanzato al fine di favorire una tipologia di consumo più etica, virtuosa e responsabile. «Io per primo, al ristorante, mi sono sempre vergognato a chiedere la vaschetta con gli avanzi - commenta il vicepresidente dell’ente camerale Gian Carlo Cerchiari - anche se in realtà la cosa di cui ci dovremmo vergognare è lo spreco». A firmare il protocollo, per il Comune di Modena, è stato il neoassessore all’Ambiente Alessandra Filippi, che si è detta «particolarmente entusiasta, perché il mio primo atto ufficiale corrisponde ad un’iniziativa molto importante per diffondere la cultura del recupero». La realizzazione delle prime ottomila vaschette sarà sostenuta da Camera di Commercio ed Hera, mentre a breve partirà una promozione capillare dell’iniziativa presso i ristoranti della provincia. Perché per far funzionare la sperimentazione serve soprattutto la collaborazione dei ristoratori, che avranno il compito di proporre la vaschetta ai clienti: «Noi dobbiamo far sì che il cliente possa chiedere la Food bag senza sentirsi a disagio - commenta Luca Marchini, chef de “L’Erba del Re” e presidente del Consorzio Modena a Tavola, i cui ristoranti inizieranno la sperimentazione - iniziando a fare quello che all’estero sta avvenendo da tanto tempo, ovvero il riutilizzo degli avanzi del pasto per la sera o per il giorno dopo in base a un concetto di sostenibilità morale».

Luca Gardinale