Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Al mercato Albinelli: Italia, terra dei kiwi verdi, gialli e... rossi

Letizia Barbieri, del mercato Albinelli, racconta origini e varietà di un... non-frutto. «È una bacca e non viene dalla Nuova Zelanda»

MODENA. «Non è un frutto, bensì una bacca. E, al contrario di quanto la maggior parte delle persone sia portata a credere, non è originario della Nuova Zelanda, paese che ne è peraltro il terzo produttore al mondo. Viene infatti dall’Asia Orientale. In Italia è molto apprezzato. Tanto che, dal punto di vista della produzione globale, siamo medaglia d’argento, secondi soltanto ai cinesi».

Sveliamo subito l’arcano. Il non-frutto di cui Letizia Barbieri conosce e svela le innumerevoli virtù è il ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

MODENA. «Non è un frutto, bensì una bacca. E, al contrario di quanto la maggior parte delle persone sia portata a credere, non è originario della Nuova Zelanda, paese che ne è peraltro il terzo produttore al mondo. Viene infatti dall’Asia Orientale. In Italia è molto apprezzato. Tanto che, dal punto di vista della produzione globale, siamo medaglia d’argento, secondi soltanto ai cinesi».

Sveliamo subito l’arcano. Il non-frutto di cui Letizia Barbieri conosce e svela le innumerevoli virtù è il kiwi. Figlio dell’Actinidia deliciosa o chinensis, pianta rampicante radicata nel sud della Cina e introdotta in Europa nel 1897 dal padre missionario ed esperto botanico Paul Guillaume Farges, il kiwi approdò in Nuova Zelanda nel 1904 grazie all’educatrice neozelandese Mary Isabel Fraser che ne portò in patria i semi. Qui la gustosa bacca prese il nome dell’uccello simbolo dell’isola. Il kiwi appunto.



«È un concentrato di vitamine. In primis la C, ma anche la E, potente antiossidante che, oltre a favorire il controllo del colesterolo, incrementa l’elasticità della pelle, aiuta ad irrobustire i capelli sfibrati nonché a scongiurare il declino cognitivo. Tra i pochi alimenti ricchi di vitamina D, la cui fonte principale è la radiazione solare (la vitamina D è essenziale per la corretta mineralizzazione di ossa e denti), il kiwi ha un solo difetto: può dare intolleranza - spiega Letizia mentre serve i clienti che a metà mattina assediano i banchi di frutta e verdura del mercato coperto Albinelli di Modena - Sebbene grazie agli attuali sistemi di conservazione sia possibile acquistarlo in ogni stagione, alle nostre latitudini il kiwi viene considerato un alimento invernale. Ossia peculiare di un lasso di tempo ben preciso: da ottobre a febbraio. La varietà più diffusa è quella verde. Il kiwi verde, il cui tratto distintivo è la buccia pelosa, se coltivato in Italia è privo di torsolo (il cuore centrale bianco altrimenti detto columella).

Questo lo distingue dall’omonimo neozelandese. La sua polpa smeraldo arriva ad ospitare sino ad un migliaio di piccoli semi. Contiene pochi grassi, una buona quantità di zuccheri, acqua e potassio ed è quindi un frutto, anzi una bacca, indicata per chi pratica sport. Esiste anche la cultivar Gold, ossia il kiwi giallo, giunto in Italia negli anni Novanta ma ancora poco diffuso e persino il kiwi rosso presentato in prima mondiale a Expo 2015. La sua polpa è caratterizzata da striature di colore rosso messe in evidenza da una base verde paglierino.

 

Al palato risulta oltremodo aromatico e piuttosto dolce. Inoltre da qualche anno a questa parte in Piemonte, soprattutto in provincia di Cuneo, viene coltivato anche il Nergi. Conosciuto a causa delle sue ridotte dimensioni con l’appellativo di mini kiwi è anch’esso originario dell’Asia. Privo della classica buccia pelosa tendente al marrone (da qui un ulteriore nome: kiwi ignudo) viene spesso utilizzato in pasticceria e nella realizzazione di piatti salati gourmand. Anche la buccia del Gold, varietà il cui sapore un filo acidulo evoca alla lontana il limone, è liscia e molto sottile. Rispetto alla cultivar verde, il kiwi giallo ha una forma più allungata e la polpa è quasi dorata. Neanche a dirlo le sue proprietà benefiche non temono il confronto. Merito soprattutto di acido folico, polifenoli e carotenoidi, sostanze nutritive che contribuiscono a rinvigorire il sistema immunitario e a ridurre i sintomi di infezione».

Ingrediente assai gettonato nei frullati nonché nella preparazione della macedonia, il non-frutto asiatico adottato un po’ ovunque nel mondo si rivela alimento ideale per una salutare prima colazione. Una volta maturo può essere tagliato in due parti uguali e gustato comodamente con il cucchiaino del caffè.