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Il locale/ La cucina del Salento si gemella con Modena

Alla “Corte degli ulivi” di Campogalliano si gustano specialità tipiche pugliesi Il titolare, Ennio Antonaci: «Le sagne sono il nostro piatto forte più apprezzato»

L’inconfondibile azzurro del mare del Salento, il rosso del Negramaro, vino divenuto emblema della Puglia, il giallo delle sagne, la pasta che dall’Abruzzo in giù non si può proprio fare a meno di assaggiare. Tutto questo sapientemente abbinato con la cucina tradizionale modenese. Se si mescolano con cura questi ingredienti, aggiungendo un ampio giardino e un dehors si ottiene la “Corte degli ulivi”. Ubicato in via Ponte Alto a Campogalliano, il ristorante “Corte degli Ulivi”, è meta privile ...

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L’inconfondibile azzurro del mare del Salento, il rosso del Negramaro, vino divenuto emblema della Puglia, il giallo delle sagne, la pasta che dall’Abruzzo in giù non si può proprio fare a meno di assaggiare. Tutto questo sapientemente abbinato con la cucina tradizionale modenese. Se si mescolano con cura questi ingredienti, aggiungendo un ampio giardino e un dehors si ottiene la “Corte degli ulivi”. Ubicato in via Ponte Alto a Campogalliano, il ristorante “Corte degli Ulivi”, è meta privilegiata per chi vuole fare un viaggio in Puglia, pur rimanendo comodamente seduto a tavola. I sapori decisi che porta in sè la cucina pugliese permettono di immergersi nelle atmosfere di questo angolo d’Italia, scelto come meta per le vacanze per la bellezza del mare, per l’enogastronomia. Oltre che per la vivacità della regione e del popolo che la anima. Un pezzetto della Puglia è arrivato a Modena, in via Ponte Alto. Ennio Antonaci, tra i soci del locale, ne svela i segreti.



Com’è iniziata la vostra attività?

«L’ex Bella Italia, il ristorante che sorgeva in precedenza dove siamo noi adesso era ormai chiuso. Così, abbiamo deciso di aprire questo locale, dandogli un nome ispirato al Salento. Qui gli ulivi sono l’aspetto dominante del paesaggio. Abbiamo aperto a settembre del 2015: è da due anni e mezzo che siamo a Modena».

La vostra cucina è incentrata sia sull’ispirazione pugliese, sia modenese.

«Sì, è un mix fra le due. Non facciamo solo cucina salentina, ma elaboriamo primi che sono nostri creazioni. Quindi, si possono ritrovare i grandi classici della tradizione, come tortelloni, tortellini, ravioli, tagliatelle. Ma anche primi come il risotto con robiola, pancetta croccante e zucca. Per rimanere sempre sui primi, ne abbiamo otto che cambiamo a seconda della stagione. E, naturalmente, a seconda delle preferenze della clientela. Il menù non finisce qui, perché prepariamo anche carne e gnocco e tigelle. Ma sono apprezzate altre portate particolari come il raviolo ripieno di ricotta con fonduta di Parmigiano e aceto balsamico con sopra i semi di papavero, facciamo pizzicati. O, ancora, il fagottino pieno di mantecato col Parmigiano».



Quali sono le proposte della cucina salentina che è possibile assaggiare da voi?

«Abbiamo una pasta fatta in casa, le sagne n’cannulate con tocchetti di maiale, pomodori con cacioricotta. Le sagne sono un piatto tipico della tradizione salentina».

I modenesi dimostrano di apprezzare questa cucina che propone piatti dall’ispirazione apparentemente così lontana da Modena?

«Certo, le sagne soprattutto. Sono un piatto che non togliamo dal menù da tanto tempo. Si tratta di una portata sia invernale, sia estiva».



E per quanto riguarda i secondi?

«C’è qualcosa di salentino anche lì. Adesso vanno per la maggiore gli spiedini di capicollo. Poi, proponiamo anche le braciole con pecorino e menta. Quando, talvolta, organizziamo serate tipiche salentine prepariamo l’involtino con interiora dell’agnello alla griglia».

Per passare ai dolci...

«Proponiamo, ad esempio, il mascarpone con la torta tipo Barozzi, il pasticciotto salentino, la pasta frolla e la crema pasticcera dentro. Più tutti i dolci tradizionali, come millefoglie con crema chantilly e frutti di bosco».

Da chi è composto il vostro staff?

«Ci sono due ragazzi fissi in cucina, un cuoco e un aiutocuoco, lavapiatti e chi fa giardinaggio, poi nel fine settimana lo staff cresce a una quindicina».

È la vostra prima esperienza come ristoratori?

«No, abbiamo, facevamo questo mestiere sia nel Salento, sia a Carpi. Inizialmente avremmo dovuto rimanere qui al nord un periodo di tempo limitato. Invece la nostra attività ci ha portato a rimanere qui da anni».

SERATE A TEMA CON MUSICA E INTRATTENIMENTO PER I BIMBI

Presso il ristorante la Corte degli Ulivi si possono organizzare cene o eventi di vario tipo. La location, comprende due ampie sale con capienza rispettivamente da ottanta e centocinquanta posti. Un luogo che viene prescelto per l’ambientazione cene o pranzi aziendali, eventi e convention. Appuntamenti ai quali è possibile abbinare il servizio di coffee break. Inoltre, dall’organizzazione del ristorante fanno sapere che è possibile disporre le sedie a platea a seconda dell’evento da realizzare. Dal ristorante fanno sapere che esiste la possibilità di stipulare convenzioni aziendali. La Corte degli Ulivi ha un’area di almeno 2mila metri quadri, un vasto parco per fare giocare i bambini con il servizio tata. L’occasione giusta per fare assaporare in tranquillità alle famiglie il momento conviviale e fare divertire, allo stesso tempo, i bambini con spensieratezza.
Nel locale vengono poi organizzate delle serate a tema. Siccome i modenesi hanno dimostrato di apprezzare la tipicità salentina presentata dal ristorante, le caratteristiche tipiche della Puglia vengono approfondite nel corso di eventi ad hoc. Una serie di serate divertenti in cui si abbinano diversi aspetti che permettono di conoscere più da vicino la regione del sud con tutte le particolarità che la contraddistinguono. Ad esempio, durante una di queste serate intitolata “Aspettando San Martino” si sono esibiti i Krast, musiche dal sud live, accompagnati, naturalmente, da un menù che ha consentito di immergersi completamente nella tradizione pugliese, fatto da melanzane alla mentuccia, sagne, pasticciotto, Negramaro.