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Modena, “Mirabilia libri” I cinque signori dell’editoria

Sono i fratelli Panini, figli di Franco Cosimo  che oggi conducono la prestigiosa azienda Ne abbiamo parlato con Laura Panini

Nel segno della continuità, ma pure dell'innovazione, la Franco Cosimo Panini svolge, da circa 30 anni, una preziosa attività, ampiamente diversificata, nel campo della cultura. Forte il senso di responsabilità con cui i cinque figli hanno portato avanti l'opera del padre, scomparso nel 2007. «Non è facile traghettare l'azienda, quando a capo c'era stata una figura straordinaria, come mio padre, che l'aveva concepita a suo modo, cucendosela quasi addosso. Siamo riusciti a dividere l'azienda ...

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Nel segno della continuità, ma pure dell'innovazione, la Franco Cosimo Panini svolge, da circa 30 anni, una preziosa attività, ampiamente diversificata, nel campo della cultura. Forte il senso di responsabilità con cui i cinque figli hanno portato avanti l'opera del padre, scomparso nel 2007. «Non è facile traghettare l'azienda, quando a capo c'era stata una figura straordinaria, come mio padre, che l'aveva concepita a suo modo, cucendosela quasi addosso. Siamo riusciti a dividere l'azienda - dice Laura, ora presidente - per aree e ognuno di noi ha cercato di migliorarla, con una visione personale. Le aziende familiari hanno buone prospettive se mutano nel tempo. Io seguo prevalentemente la divisione scuola e con Luca, che è amministratore delegato, la gestione dell'azienda. Maria Teresa è impegnata nella nuova area museale, Lucia e Silvia si occupano dei facsimili dei codici miniati e delle grandi opere. È un governo allargato, con la condivisione delle proposte che discutiamo nel nostro incontro settimanale».

Cosa avete portato avanti dei progetti passati, e quali sono le nuove iniziative?

«Le grandi collane, in cui mio padre aveva impegnato molti suoi mezzi, hanno avuto un seguito. Infatti, altri sette titoli si sono aggiunti ai facsimili della “Biblioteca impossibile”, inagurata con la Bibbia di Borso d'Este. Altrettanti titoli hanno arricchito (siamo a quota 19) la collana “Mirabilia Italiae”, ultimo dei quali “La Scuola Grande di San Marco a Venezia”. L'obiettivo per il futuro è di porre le opere in rete. Un lavoro di digitalizzazione che sta portando avanti Luca con Maria Teresa».



Qual è il settore trainante?

«Nel 1990 abbiano acquisito l'azienda Malipiero Editore di Ozzano Emilia, specializzata in libri per bambini e in prodotti per la scuola (diari, quaderni, zaini...). Oggi produciamo e distribuiamo prodotti cartotecnici, articoli per la scuola e il tempo libero, idee regalo e biglietti augurali, in circa 6 mila cartolerie di tutta Italia. Il marchio di punta è Comix: nato come settimanale umoristico e a fumetti per l’edicola (chiuso dopo sei anni nel 1997), oggi il diario ha una tiratura, di oltre un milione di copie ogni anno. Se si sommano gli altri diari di 30 differenti marchi tra cui WWF, Ferrari e le squadre di calcio, Franco Cosimo Panini distribuisce complessivamente due milioni di copie. L’area scuola è fondamentale dal punto di vista del fatturato e ci permette di lavorare a livello editoriale, il cui budget è limitato. Basti considerare che tutto il fatturato dell'editoria italiana, compresi i libri scolastici, sia uguale a quello della Nutella... La nostra azienda ha 110 dipendenti e 40 agenti di vendita che servono le cartolerie in tutta Italia. Abbiamo cominciato anche all'estero».



E il rapporto con la Ferrari?

«Abbiamo firmato, quattro anni fa, una collaborazione con Ferrari e abbiamo acquisitola licenza mondiale per libri per bambini e ragazzi. Due anni fa poi anche licenza europea per i prodotti scolastici».

Per i codici miniati c'è ancora un mercato favorevole?

«Il nostro lavoro ha permesso di scoprire e ha reso accessibili, se pure a un pubblico ristretto, splendidi tesori dell'arte della miniatura che pochi conoscevano. La nostra clientela è quella di Treccani, nostro partner per la vendita. Grazie alla qualità perfetta delle nostre riproduzioni sono le Biblioteche stesse a chiamarci per realizzare i facsimili dei volumi conservati nei loro caveaux, volumi unici, a rischio di scomparire. Attualmente siamo impegnati nella realizzazione del facsimile del Codex Purpureus di Rossano Calabro, patrimonio dell'Umanità. Lo scorso anno abbiamo inoltre rilevato l'azienda Haltadefinizione specializzata nell’acquisizione in alta definizione di immagini di capolavori d'arte del passato. Un lavoro prezioso anche dal punto di vista culturale: l’acquisizione delle immagini della “Primavera” di Botticelli, ad esempio, ha permesso di evidenziare un distacco della pittura sotto il labbro di Flora, di cui nessuno si era mai accorto. Si tratta dunque di un’attività di tutela, per che salvaguardia i dipinti originali e che permette di riprodurre fedelmente ogni tipo di opera d’arte, anche restituendo la pennellata in 3d nel suo minimo dettaglio. L'azienda collabora con i più importanti istituti italiani, dal Cenacolo Vinciano a Brera e Uffizi, e vanta un archivio unico al mondo di oltre 500 immagini Gigapixel ad altissima definizione».

Avete pubblicato anche altre opere di rilievo?

«Abbiamo inaugurato quattro anni fa la nuova divisione museale. Siamo l'editore del Museo Egizio di Torino. Abbiamo sviluppato con loro intere collane di libri per bambini, prodotti per adulti da acquistare nei bookshop del museo. Ciò ci ha dato la possibilità di partecipare ad altri bandi per attività museali. Da febbraio siamo concessionari, per le pubblicazioni e la gestione del bookshop, di tutti i Musei civici (otto) di Verona, a partire dall'Arena».



Continua la collaborazione con Altan?

«Il mensile di Pimpa uscirà, a giugno in edicola, in una veste editoriale tutta nuova, più monografica che permetterà ai bambini di leggere e divertirsi in attività manuali. Alla recente Fiera di Bologna abbiamo venduto proprio della Pimpa 60 titoli a un editore che ne farà un grande lancio in Corea. Ai più piccini è dedicata la collana “Zero tre” che permette ai genitori di avvicinare i propri figli, con naturalezza, alla lettura sin dalla culla. E poi c’è Giulio Coniglio di Nicoletta Costa, ora in televisione con una serie animata. Sono personaggi che crescono e vengono proposti anche all'estero. Da giovedì saremo alla Fiera del Libro di Torino e a fine mese a Roma per il Festival del fumetto. Ci sarà anche Altan».

Di che cosa siete fieri oggi?

«Dell'unità familiare tra fratelli perché non si è mai soli nelle scelte, nei momenti difficili come in quelli belli. È quanto ci ha lasciato in eredità nostro padre che oggi è portato avanti, con grande determinazione, da nostra madre. Manteniamo un legame forte anche con i cugini, con i quali abbiamo convenuto che la scelta della vendita dell'azienda dei quattro fratelli Panini, nel 1989, fu giusta: il ricambio generazionale avrebbe rischiato di compromettere i nostri rapporti, ancora una volta si è preferito mantenere l’unità famigliare. Non si è disperso né il nome, né la formula originale e i risultati sono eccezionali. D'altra parte, sul fronte aziendale, noi tutti abbiano intrapreso progetti imprenditoriali che stanno andando bene. E sono tante le cose di cui siamo fieri: lavoriamo a progetti di valore per i bambini, che fanno crescere e che per questo ci regalano ancora tante emozioni; realizziamo per la scuola prodotti stilisticamente belli che stimolano la nostra creatività; pubblichiamo collane d’arte che rendono omaggio al nostro territorio, l'Italia, fotografando e riproducendo i più grandi tesori d'arte. È un privilegio operare in questo ambito. Il mondo dell'editoria è talmente affascinante che non ci si ferma mai».

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