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L’avventura di "Rosco" si ferma a Pavullo

Sorpassi azzardati e auto agghindate come quelle dello sceriffo nella famosa serie tv degli anni Ottanta, "Hazzard", ma i carabinieri lo stangano

PAVULLO. Nella celebre serie tv degli anni Ottanta "Hazzard" faceva di tutto per incastrare i cugini Bo e Luke in scorribanda. Nella vita reale invece in castagna c'è finito lui per una manovra troppo azzardata, non sfuggita ai controllori veri. I carabinieri del Radiomobile di Pavullo domenica hanno “beccato” lo sceriffo Rosco P. Coltrane di Hazzard, o meglio il 49enne rietino (di Fara in Sabina) R.P. Il quale, vestito come Rosco e con un potente Bmw M4 camuffato come la sua Dodge Monaco (c ...

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PAVULLO. Nella celebre serie tv degli anni Ottanta "Hazzard" faceva di tutto per incastrare i cugini Bo e Luke in scorribanda. Nella vita reale invece in castagna c'è finito lui per una manovra troppo azzardata, non sfuggita ai controllori veri. I carabinieri del Radiomobile di Pavullo domenica hanno “beccato” lo sceriffo Rosco P. Coltrane di Hazzard, o meglio il 49enne rietino (di Fara in Sabina) R.P. Il quale, vestito come Rosco e con un potente Bmw M4 camuffato come la sua Dodge Monaco (con tanto di stella sulla portiera bianca e soprattutto di lampeggianti rossoblu sul tettuccio) sfrecciava su via Marchiani con una manovra davvero in stile Hazzard: in direzione Cimone, all’incrocio con la Giardini in centro (prima del bivio per Verica) attaccava la sirena, sorpassava le auto in fila e passava col semaforo rosso, seguito da una Ferrari e un’ altra Bmw in veste pittoresca.

Questo perché il trio stava prendendo parte alla settima edizione della Crazyrun, la corsa più pazza d’Italia, partita sabato da Zola Predosa (Bologna) per terminare domenica a Firenze. Una gara non di velocità ma di regolarità fatta con supercar “wrappate” (cioè rivestite con un abito d'occasione) che prendono parte a una specie di caccia al tesoro con indizi sul percorso da compiere da raccogliere nei vari checkpoint. A Pavullo ce n’era uno, e colto dalla foga il 49enne col Bmw ha osato troppo in barba al Codice della strada.

Per sua sfortuna, nei pressi c’erano due carabinieri in moto che hanno visto la manovra e hanno invitato subito lui e gli altri due ad accostare. Il conto con la legge reale è stato amaro per lo scatenato Rosco, punito intanto per il suo uso “allegro” dei lampeggianti con una denuncia penale a piede libero per possesso e utilizzo di segni distintivi in uso a corpo di polizia. Perché, per quanto scenografici, i lampeggianti americani (ma anche gli altri poi) non si possono utilizzare su un’auto al di fuori di area privata.

Tant’è vero che l’auto è stata momentaneamente requisita e portata in caserma per smontare e sequestrare sia quelli che aveva sul tetto che gli altri due sul cofano. In più, sia per il 49enne rietino che i piloti della Ferrari e dell'altro Bmw (il 44enne toscano F.S. di Fucecchio e il 54enne A.P. residente in Germania, ma sono tutti e tre italiani) è scattato il ritiro della patente per il sorpasso in incrocio (più 168 euro di multa a testa e il decurtamento di 10 punti) e un’altra sanzione da 168 euro più altri 6 punti decurtati per il passaggio col rosso. Ovviamente la corsa è finita qui per tutti e tre, appiedati con le ragazze che portavano al seguito. Rosco non l’ha presa benissimo, e non ha voluto firmare il verbale. Ma era esecutivo comunque, nel procedimento chiuso martedì.

Daniele Montanari