Reggio Emilia Trovato morto in hotel Claudio Giacobazzi, il re dei diamanti

Claudio Giacobazzi, 65 anni di Vezzano, era al centro dello scandalo diamanti. Ipotesi suicidio: la procura dispone l’autopsia L'imprenditore era indagato da parte della procura di Milano nell'ambito di uno scandalo sui diamanti venduti ai clienti delle banche e in un'intricata vicenda testamentaria che lo aveva portato al vertice della Idb. Le pietre, secondo le accuse, sarebbero state vendute a un prezzo superiore a quello reale a migliaia di famiglie, soprattutto tra Reggio Emilia e Modena.

REGGIO EMILIA  È stato trovato lunedì pomeriggio sul letto di un’anonima stanza d’albergo a poca distanza dal casello autostradale di Reggio Emilia, con il capo infilato in un sacchetto e stretto al collo da un semplice elastico, che in poco tempo lo ha privato dell’aria necessaria per respirare causandone la morte.

L'imprenditore era indagato da parte della procura di Milano nell'ambito di uno scandalo sui diamanti venduti ai clienti delle banche e in un'intricata vicenda testamentaria che lo aveva portato al vertice della Idb. Le pietre, secondo le accuse, sarebbero state vendute a un prezzo superiore a quello reale a migliaia di famiglie, soprattutto tra Reggio Emilia e Modena. Le presunte vittime si sono rivolte alle associazioni dei consumatori per fare causa e riavere i loro soldi. Nei mesi scorsi era arrivata una sanzione complessiva da 15 milioni di euro alla società amministrata da Giacobazzi, a una società concorrente e a quattro istituti di credito, accusati, "di modalità gravemente ingannevoli e omissive nell'offerta dei diamanti". Per la Idb la sanzione era di due milioni di euro.

Una tragica fine per il re dei diamanti, Claudio Giacobazzi, 65 anni, manager reggiano residente a Vezzano sul Crostolo, da trent’anni a capo di una macchina da soldi, la Intermarket Diamond Business spa (Idb) di Milano, azienda specializzata nella vendita di diamanti e che solo tra il 2011 e il 2016 ha generato una montagna di utili: 120 milioni in 6 anni.

Un successo finito improvvisamente nel 2016 al centro dello scandalo dei diamanti venduti dalle banche a migliaia di risparmiatori, che ha portato alla ribalta Giacobazzi, fino ad allora rimasto sempre dietro le scene.

Sulle cause della morte del manager sembrano esserci pochi dubbi secondo quanto appreso finora: si tratterebbe di un gesto volontario. L’imprenditore è morto nella stanza che aveva prenotato all’hotel Remilia di via Danubio, a poca distanza dall’uscita dell’autostrada A1, che collega Reggio con Milano e Bologna.

Secondo un primo accertamento la morte è avvenuta quindi per soffocamento. L’uomo è stato ritrovato con il sacchetto di cellophane infilato in testa, chiuso all’estremità, vestito in mutande e maglietta. Nessun segno di violenza, solo una lettera di commiato che avvalora le tesi del gesto volontario.

La procura, però, ha disposto un’autopsia per poter accertare le cause della morte e dissipando così ogni dubbio. Le circostanze rendono necessario l’ulteriore esame per poter poi consegnare la salma alla famiglia, che abita nel piccolo borgo restaurato alle Strette di Casoletta, a Vezzano, sulla statale 63, un buen retiro per Giacobazzi e la moglie, amanti della collina che contorna Reggio Emilia e precede i monti dell’Appennino.

Proprio da Vezzano è partita la prima allerta, la mattina del 14 maggio scorso: la moglie non riusciva più a raggiungere il manager, nemmeno al cellulare. Preoccupata ha chiesto l’intervento dei carabinieri, che a loro volta hanno attivato la ricerca avvisando anche i colleghi di Reggio e il Nucleo investigativo. Da lì a poco, alle 17.30, l’amara scoperta: la stanza prenotata a suo nome, la porta chiusa e l’uomo dietro, disteso sul letto che non rispondeva ai richiami.

La morte dell’amministratore delegato della Idb ha fatto scalpore, emersa solo ieri in paese, a Vezzano, dove la notizia si è sparsa a macchia d’olio. Poche settimane fa una troupe della trasmissione tivù Le Iene aveva raggiunto Giacobazzi nel vecchio mulino di campagna rimesso a nuovo. Al centro dell’intervista c’era il servizio il servizio-denuncia sugli investimenti in diamanti, caso esploso con una puntata dedicata dalla trasmissione Report, all’epoca guidata da Milena Gabanelli, e che aveva portato poi a una multa dell’Antitrust di 15 milioni comminata a società di diamanti e banche, 2 milioni dei quali in capo alla Idb.

Non è dato sapere le motivazioni del gesto ma certo è che le vicende giudiziarie avevano ormai un peso rilevante sulla vita di Giabocazzi. Solo una settimana fa una seconda pesante tegola: il Corriere rivela che è indagato insieme ad altri nove professionisti dalla Procura di Milano, con accuse a vario titolo per associazione a delinquere, per aver architettato una serie di strumenti giuridici finalizzati per sfruttare - fingendo di fare l’interesse loro e degli eredi - l’enorme patrimonio di Antinea Massetti De Rico (fondatrice proprio della Idb) e del marito, Richard Edward Hile, morti nel 2017.

Il gip ha posto sotto sequestro preventivo un controvalore di circa 70 milioni di euro. Ora, i carabinieri di Reggio, hanno raccolto ogni indizio nella camera consegnando poi un’informativa al sostituto procuratore Giacomo Forte, che ha disposto ieri l’autopsia.