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Un bacio a chi vuoi tu

Giocare la vita ai dadi si può. Scommettere sul rimbalzo e per un soffio avanzare, come nel gioco dell’oca, o retrocedere, come nel Monopoly. Sposarsi (per forza) o fare una scelta consapevole?...

Giocare la vita ai dadi si può. Scommettere sul rimbalzo e per un soffio avanzare, come nel gioco dell’oca, o retrocedere, come nel Monopoly. Sposarsi (per forza) o fare una scelta consapevole? Legarsi (costrette) a un uomo di cinquant’anni dall’età di sette, o volare da qualche parte nel mondo per studiare, lavorare e possibilmente innamorarsi? Le nozze combinate, che in Paesi come il Pakistan sono ancora una dolorosa prassi, hanno ispirato il gioco di società “Arranged!!” creato per canzon ...

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Giocare la vita ai dadi si può. Scommettere sul rimbalzo e per un soffio avanzare, come nel gioco dell’oca, o retrocedere, come nel Monopoly. Sposarsi (per forza) o fare una scelta consapevole? Legarsi (costrette) a un uomo di cinquant’anni dall’età di sette, o volare da qualche parte nel mondo per studiare, lavorare e possibilmente innamorarsi? Le nozze combinate, che in Paesi come il Pakistan sono ancora una dolorosa prassi, hanno ispirato il gioco di società “Arranged!!” creato per canzonare un costume sociale arretrato e crudele che anche negli anni Duemila continua a mietere vittime. A Peshawar non si scherza sul destino nuziale. Sull’imperativo nuziale. Chi lo fa rischia di prender fuoco come una torcia umana. Online, invece, si può ordinare una confezione di “Combinato!” e riunirsi attorno a un tavolo per scommettere sul destino, grazie a una ragazza pachistana poco più che ventenne che l’ha inventato e messo in commercio. Le storie della sua cerchia di conoscenze, della sua famiglia, del suo Paese, continuavano a far capolino anche in Rhode Island dove si è trasferita per studiare design. E allora, almeno ai dadi, perché non giocarsi la possibilità di scampare a un matrimonio combinato? Sembra di sentire ancora una vecchia filastrocca: “Fai un salto, fanne un altro, fai la giravolta, falla un’altra volta, tirati i capelli, suona le campane, guarda in su, guarda in giù, dai un bacio a chi vuoi tu”. Ecco il punto è proprio questo: autodeterminazione, libertà, futuro, complicità devono essere i semi del nuovo gioco della vita come se l’ipotetico mazzo di carte da giocare li mettesse tutti sul piatto, una volta per tutte. Nashra Balangamwala ha capito che riunire le persone per giocare a quello che può anche essere percepito come un gioco sadico (o grottesco) può portarle a parlare del problema, a discutere, a riflettere. Forse, a cambiare. I conservatori del suo Paese, il lato oscuro della sua cultura, la vivono come una minaccia, così la insultano e la combattono. Scommettiamo sulla carta vincente capace di sbaragliare un futuro tragico e già segnato, peschiamo dal mazzo di probabilità di un gioco da tavolo. É pur sempre una chance. Dedicata a Sana e alle altre.