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Modena, la risonanza in ospedale raddoppia grazie a Ferrari

Il figlio del Drake, insieme alla casa di Maranello, Bper e Università finanziano acquisto della macchina per Baggiovara

Una nuova risonanza magnetica a Baggiovara grazie a Ferrari

MODENA. Salverà molte vite, permettendo indagini diagnostiche approfondite utili a diagnosi tempestive e al contempo permette di ricordare quanto fece per la sanità modenese trentuno anni fa Enzo Ferrari.

È la nuova risonanza magnetica, presentata ieri e in funzione da dicembre prossimo a Baggiovara, strumento modernissimo legata a quella vecchia ...

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Una nuova risonanza magnetica a Baggiovara grazie a Ferrari

MODENA. Salverà molte vite, permettendo indagini diagnostiche approfondite utili a diagnosi tempestive e al contempo permette di ricordare quanto fece per la sanità modenese trentuno anni fa Enzo Ferrari.

È la nuova risonanza magnetica, presentata ieri e in funzione da dicembre prossimo a Baggiovara, strumento modernissimo legata a quella vecchia donazione del Drake. La nuova strumentazione in particolare servirà in ambito di ricerca e diagnosi delle malattie del cervello, soprattutto quelle degenerative come le demenze e la Sla, ma anche per sconfiggere i tumori e nell’ambito della chirurgia cardiovascolare e l’urologia.



Alla presentazione in Comune erano presenti le istituzioni pubbliche e private che hanno contribuito a trovare i 2,5 milioni di euro necessari all’operazione. In particolare la famiglia Ferrari ha oggi contribuito con 300mila euro, mentre l’azienda di Maranello ne ha messi altrettanti così come Bper Banca. A questa gara di solidarietà hanno partecipato anche istituzioni pubbliche: l’università, grazie a fondi legati all’eccellenza, ha contribuito con 350mila euro e il sistema sanitario con oltre 1 milione di euro tra impianti e lavori edilizi necessari per posizionare il grosso macchinario.

Ma il tutto, appunto, parte da una gigantesca donazione di 5 miliardi di lire che il Drake Ferrari fece il 13 marzo 1987 (il figlio Dino era morto a 24 anni malato di distrofia). «Mio padre - spiega Piero Ferrari- non era solito rivelare neppure a noi famigliari chi aiutava. Ma in quel caso rese pubblico l’intervento personale a favore della sanità e quel suo gesto ha permesso di migliorare la qualità della vita di molti».

Quel giorno fu in effetti epocale e permise un salto di qualità al sistema di cure di Modena. Il macchinario per la risonanza magnetica allora acquistato - pari a 1,5 tesla oggi divenuto di 3 tesla per permettere immagini ancora più dettagliate - venne collocato al Policlinico di Modena che così si ritrovò ad avere una delle venti macchine più potenti del mondo.

Lo ha spiegato ieri il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Ivan Trenti: «Quest’anno - dice il dirigente sanitario - ricordiamo anche per questa sua straordinaria donazione i trent’anni dalla morte di Enzo Ferrari mentre ora arriva questa ulteriore donazione resa possibile da privati ed enti pubblici. Tutti da ringraziare con estrema gratitudine perché ne beneficeranno i pazienti, i ricercatori, tutta la sanità. La inaugureremo a fine anno, epoca per la quale per noi tecnici è anche pronto il progetto di unificazione Baggiovara-Policlinico. Starà poi alla politica valutare se questo lavoro tecnico, per noi ottimale, sia maturo per essere avvallato».

Per il rettore Angelo O. Andrisano “la nostra donazione è stata resa possibile per i fondi straordinari che il Ministero ci ha assegnato in quanto nel neuroscienze sono state considerate una eccellenza italiana. Ora stiamo ristrutturando i dipartimenti collegati che da 4 diverranno 3 ai quali si aggiungono tutte le scuole di specializzazione e i dottorati”.

Secondo Stefano Lai, direttore comunicazione Ferrari «l’azienda è molto vicina al territorio e alle sue istituzioni» mentre secondo l’ad di Bper Alessandro Vandelli «siamo usciti dalla crisi e affrontiamo le nuove sfide».

Ultima parola ai politici: il sindaco Muzzarelli ricorda che «Modena è in movimento e la sanità modenese è al top anche perché la politica è in grado di fare superare i fortini alla sanità». Per il governatore Stefano Bonaccini, infine, «il sistema pubblico emiliano è tra i migliori del mondo, anche perché sappiamo gestire a modo le risorse».