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Diocesi, arrivano tre rinforzi

Sabato nella chiesa di San Pietro l’ordinazione per Davide Cerfogli, Aldo Rossi e Mattia Ferrari

Sabato 26 maggio, alle 20.30 nella chiesa di San Pietro, la Chiesa modenese sarà in festa per l’ordinazione di tre sacerdoti. Si tratta di don Davide Cerfogli (35 anni nativo di Modena ma originario di Canevare di Fanano), don Mattia Ferrari (il più giovane, 25 anni da compiere il prossimo novembre, di Formigine) e don Aldo Rossi di Mulino di Savignano, che di anni ne ha 45 e che è entrato in seminario da adulto dopo aver lavorato 14 anni. L’arcivescovo, don Erio Castellucci, ordinerà i tre ...

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Sabato 26 maggio, alle 20.30 nella chiesa di San Pietro, la Chiesa modenese sarà in festa per l’ordinazione di tre sacerdoti. Si tratta di don Davide Cerfogli (35 anni nativo di Modena ma originario di Canevare di Fanano), don Mattia Ferrari (il più giovane, 25 anni da compiere il prossimo novembre, di Formigine) e don Aldo Rossi di Mulino di Savignano, che di anni ne ha 45 e che è entrato in seminario da adulto dopo aver lavorato 14 anni. L’arcivescovo, don Erio Castellucci, ordinerà i tre presbiteri che si sonbo formati in Seminario (con il Rettore don Federico Pigoni), i tre hanno già ricevuto la destinazione dove presteranno servizio a partire dalle prossime settimane come cappellani o vice parroci: don Aldo andrà a Formigine, don Mattia a Nonantola (oltre a prestare la sua opera nell’Azione Cattolica dei Ragazzi diocesana) e don Davide a Pavullo.

«Sono cresciuto in parrocchia a Formigine - racconta il più giovane, don Mattia Ferrari - e ho studiato al Muratori. Poi, durante il periodo in Seminario, sono stato a Formigine prima e a Modena alla Cittadella poi. Qui ho avuto modo di fare esperienza in carcere (insieme a don Aldo e al cappellano di Sant’Anna, don Angelo Lovati) e nell’accoglienza dei migranti grazie alla Caritas parrocchiale (e anche tramite il Muratori stesso). Sono emozionato - conferma - e al tempo stesso ho un poco di timore e trepidazione. Sono tanti i grazie da dire: alla mia famiglia, al Seminario, alle parrocchie dove sono stato, agli amici e compagni. E, naturalmente, al Signore».

Don Aldo, passiamo al più adulto dei tre, ha studiato al Barozzi prima di laurersi in economia aziendale. Ha fatto servizio civile a Vignola in ambito scolastico e ha lavorato per quasi 14 anni prima di entrare in Seminario: «I miei colleghi di lavoro hanno un po’ di ‘colpe’ del mio ingresso - scherza - ma il lavoro in realtà mi piaceva molto ed è stato difficile lasciarlo. Il desiderio di diventare prete tornava fuori ciclicamente, mi sono deciso ad approfondirlo quando un frate, che conoscevo poco più che di vista, mi ha detto ‘Aldo ricordati che il tempo non è infinito’. Devo molto al mio parroco, don Piergiovanni Gallesi (anche lui una vocazione adulta) che mi ha accompagnato in modo discreto. Pensavo di perdere tanto, con questa scelta, invece ho guadagnato... Ora un po’ di timore c’è perchè mi chiedo se sono degno di questa responsabilità e di questo dono. Ma il Signore mi ha sempre aiutato».

Infine don Davide che racconta la sua esperienza: «Sono di Modena ma ho fatto i sacramenti a Canevare, poi ci siamo trasferiti a Nonantola dove ho frequentato un poco gli scout prima di allontanarmi dalla vita di fede. Mi sono riavvicinato all’università, economia, grazie a un prete du Bologna e per questo sono entrato in Seminario proprio in quella città. Tre anni fa, però, ho fatto il percorso inverso e sono passato a Modena. Due anni fa, nel 2016, ho fatto il baccalaureato e per due anni sono stato in parrocchia a San Felice, insegnando anche religione oltre che in quel paese a Ravarino e a Finale Emilia. Adesso ci siamo: la domanda giusta non è chiedermi se sono pronto, ma se sono felice. E la risposta è sì».