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L’incredibile glicine nel cuore di Modena

Amante come sono delle fioriture, in particolare di quella del glicine, ero alla ricerca di qualche pianta importante da andare a vedere. Stavo pensando di recarmi a Milano per vedere il glicine di...

Amante come sono delle fioriture, in particolare di quella del glicine, ero alla ricerca di qualche pianta importante da andare a vedere. Stavo pensando di recarmi a Milano per vedere il glicine di Leonardo, quando ho trovato un articolo della Gazzetta di due anni fa, il quale parlava di un glicine secolare che rischiava di morire, proprio qui, nella nostra città! Prese le dovute informazioni, verso fine aprile mi sono recata in centro. La pianta si trova all'interno di un cortile privato, a ...

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Amante come sono delle fioriture, in particolare di quella del glicine, ero alla ricerca di qualche pianta importante da andare a vedere. Stavo pensando di recarmi a Milano per vedere il glicine di Leonardo, quando ho trovato un articolo della Gazzetta di due anni fa, il quale parlava di un glicine secolare che rischiava di morire, proprio qui, nella nostra città! Prese le dovute informazioni, verso fine aprile mi sono recata in centro. La pianta si trova all'interno di un cortile privato, al civico 75 sulla Via Emilia.  Non si vede, perché un grande portone lo nasconde. Spiegando i motivi per il quale mi recavo in quel luogo, mi è stato permesso di entrare e così mi sono trovata davanti ad uno spettacolo incredibile! La pianta risale al 1798 ed ora arriva fino al terzo piano di un palazzo che un tempo era il “Grande Albergo” della città. Il suo profumo era intenso perché in piena fioritura, uno spettacolo per gli occhi e per l'olfatto. Ciò che però mi ha intrigato ancora di più è la sua particolare storia, legata alle disavventure di un Papa: Pio VI. 

 Correva l'anno 1798 e l'Italia era sotto il dominio francese di Napoleone. È risaputo che la Francia del dopo rivoluzione non fosse tanto amica dello Stato Pontificio così, dopo aver ceduto terre e tesori artistici per salvare il salvabile, Papa Pio VI fu arrestato e costretto all'esilio nella città francese di Valenza. Era già molto anziano ed il viaggio fu lungo e stancante. Per questo motivo fece molte tappe ed una di quelle fu proprio Modena.  Arrivò in città il 31 marzo del 1798.

Già non riusciva più a camminare e fu portato di peso all'interno del Grande Albergo, più o meno di fronte all'attuale chiesa di S.Biagio. Un vecchio servitore lo accudì amorevolmente, nutrendolo con un piatto di minestra ed un bicchiere di Lambrusco. Pio VI, impressionato dalla bontà dell'uomo, lo ripagò delle sue attenzioni donandogli un piccolo glicine, pianta allora poco conosciuta. Il servitore decise di trapiantarla sotto la finestra della stanza in cui dormì il Papa. Quel glicine è ancora lì ed è uno dei più antichi d'Europa. Grazie ad una foto postata sui social, sono entrata in contatto con una persona che su questo glicine sa davvero tanto: Mara Caringella. Un grazie di cuore a lei e a tutti coloro che fan sì che la nostra storia non si perda.

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