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Terremoto, la Bassa modenese non dimentica

Alle 9 una scossa di 5.3 Richter con epicentro tra Cavezzo e San Possidonio. 17 morti. Le commemorazioni del sesto anniversario

Terremoto Emilia: il cammino della ricostruzione

Sono passati sei anni dalla seconda scossa, quella delle 9 di magnitudo 5.9 con epicentro nelle campagne tra Cavezzo e San Possidonio, quella dei morti. Diciassette. Tanti, troppi. Quella che poi fu seguita da altre tre: una alle 12,55 di magnitudo 5.5, una alle 13 di 5 e un'ulteriore alla stessa ora di 4.9. Vittime della fretta di ritornare nelle case, ne ...

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Terremoto Emilia: il cammino della ricostruzione

Sono passati sei anni dalla seconda scossa, quella delle 9 di magnitudo 5.9 con epicentro nelle campagne tra Cavezzo e San Possidonio, quella dei morti. Diciassette. Tanti, troppi. Quella che poi fu seguita da altre tre: una alle 12,55 di magnitudo 5.5, una alle 13 di 5 e un'ulteriore alla stessa ora di 4.9. Vittime della fretta di ritornare nelle case, nelle fabbriche, del bisogno di tutti di mettersi alle spalle la paura della notte del 20 maggio.

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Su quella mattina di dolore, di tragedie umane ed economiche, si è letto e scritto tanto. Anche nei palazzi di giustizia modenesi e ferraresi. Ma ancora oggi ci sono famiglie che piangono morti e che chiedono di acclarare responsabilità di cui, probabilmente, nei tribunali non si discuterà più. Fanno eccezione i tre decessi alla Meta di San Felice per i quali quattro persone sono finite davanti ai giudici. E fa eccezione anche, ma in questo caso non si tratta di morti, la controversa demolizione di palazzo Paltrinieri a Cavezzo.

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Vicende da cronaca giudiziaria, vicende di dolore che a fatica si sposano con il bisogno di futuro. Bisogno di ricostruire, ma anche di trasformare la memoria e il dolore in consapevolezza, in prevenzione e in serenità. C’è anche questo nella pianificazione e nella gioia di ogni taglio del nastro che da allora si è succeduto in questi sei anni.

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LE COMMEMORAZIONI Commemorazioni oggi si terranno a Mirandola, uno dei centri del cratere che ha pagato il tributo di vite più alto, e a Concordia, uno dei centri che, al pari di Cavezzo e di Rovereto, di Novi e di Disvetro, giusto per citare, vive ancora una situazione per molti aspetti drammatica.

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A Mirandola presso la scuola media Montanari saranno ricordate le vittime, alla presenza dei familiari, con la deposizione di una corona, per le 10.30 e altre iniziative chiamate a coinvolgere gli studenti e gli insegnanti. Alle 9 gli studenti di Concordia ricorderanno il sisma e la Croce Rossa illustrerà un percorso a tappe per illustrare gli interventi in emergenza.

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Alle 21 concerto in sala Splendor. Iniziative analoghe anche negli altri centri abitati, mentre in Regione, tra opposte valutazioni, si è discusso anche in questi giorni. Ad esempio in Commissione territorio ambiente e mobilità, dove la politica si è confrontata ancora una volta. Dalle relazioni dei tecnici, è emerso che ad oggi sono 1.715 i nuclei familiari che ricevono ancora agevolazioni, mentre 14.800 sono già rientrati in qualche modo nelle loro case. In commissione è emerso anche il tema delle truffe e dell’efficacia dei controlli.

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«Sono solo un centinaio le domande presentate con documentazione falsa o prive di requisiti - ha spiegato il tecnico della giunta che ha partecipato alla commissione - E l’attività preventiva svolta dalla Regione e dai Comuni ha permesso di identificarle subito». Tema investigativo che affianca quelli assai più belligeranti dei comitati che combattono la battaglia dei “fienili d’oro”. In totale per le abitazioni e le imprese sono stati elargiti 4 miliardi, di cui 2,9 già liquidati, ha dichiarato alla commissione l’assessore Costi.