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I green days di Simone Maretti: Il mio amico Peter Pan E io sono ancora quello

Per il narratore, i personaggi dei libri erano la compagnia dell’infanzia A parte un’oca. E quei vestiti cuciti dalle mani d’oro di papà camionista

MIRANDOLA. “Avevo nove, dieci anni ed era il periodo di Natale. Ero in cucina. C’era l’albero con le luci accese, la stufa a legna che scoppiettava, io avevo in mano un libro e mi sono reso conto che stavo leggendo a mezza voce eppoi più forte, e che la mia voce ci stava bene lì, tra il crepitio della legna, le luci accese, e la potenza delle storie”.



Nasce in quel momento, probabilmente, quel Simone Maretti “narrator ...

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MIRANDOLA. “Avevo nove, dieci anni ed era il periodo di Natale. Ero in cucina. C’era l’albero con le luci accese, la stufa a legna che scoppiettava, io avevo in mano un libro e mi sono reso conto che stavo leggendo a mezza voce eppoi più forte, e che la mia voce ci stava bene lì, tra il crepitio della legna, le luci accese, e la potenza delle storie”.



Nasce in quel momento, probabilmente, quel Simone Maretti “narratore” che della narrazione ha fatto un mestiere e che torna indietro nel tempo, fino all’infanzia, per una volta raccontando storie di sé e non di classici intramontabili, non di eroi ed eroine, principi e principesse, animali parlanti, e vite racchiuse nelle pagine dei romanzi. Anagraficamente Simone nasce a Mirandola il 4 aprile 1975 ma vive l’infanzia a Modena, lì, dove la città si scioglie nella campagna, “dopo il cavalcavia del bowling della Madonnina, a un passo dal Secchia. Lì, dove sei fuori dal centro ma in un attimo ci si arriva”, racconta.

Figlio unico, con papà camionista e mamma maestra “sono cresciuto – dice -facendo cose semplici, giocando fuori, andando a scuola, leggendo. Ecco, ricordo che alle elementari il primo anno ho avuto una insegnante che seguiva il marito militare, e forse no, non era proprio adatta a fare la maestra, per fortuna poi invece è arrivata Gloria, che era all’avanguardia, molto attenta ai temi ecologici, tanto che ci ha pure fatto fare la settimana verde a Montefiorino, a noi cinni, e ci stimolava la fantasia, ci sosteneva, con entusiasmo. Per gli argomenti dei “temi”, dei componimenti, metteva la mano dentro a una grande cesta ed estraeva un oggetto che stava nascosto dentro. Poteva essere un apribottiglie, un piatto, una scopa, una paletta, un cappello. Dovevamo partire da lì. Una figura importante. Curioso che io, che poi mi sarei laureato in filosofia, non abbia mai incontrato una insegnante di lettere che mi facesse amare le parole, le storie. Doveva essere proprio dentro di me, quella passione. Il feeling lo avevo con l’insegnante di matematica, alle medie, per dire”.



“Non ho nemmeno mai avuto la compagnia di amici, intesa in senso classico. Certo, avevo come amici compagni di classe, vicini di casa, ma la compagnia quella con la C maiuscola no. Forse, a guardare indietro, i miei migliori amici sono sempre stati i personaggi dei libri, le storie che mi raccontavano, quelle che poi ho iniziato a leggere. Si intuisce anche dalle foto scattate a Carnevale. Era mio papà, camionista ma con le mani d’oro, che me li cuciva. Sono stato Peter Pan, Pippi Calzelunghe e molti, moltissimi altri. In fondo – aggiunge - molte nostre esperienze, viste voltandosi indietro, trovano un senso, come se si unissero i fili che legano eventi apparentemente scollegati”.

“Un ricordo particolare è legato alla mia oca. Avevo letto “L’anello di Re Salomone” di Lorenz e casualmente, se vogliamo credere alle coincidenze, mi hanno regalato un pulcino d’oca. Era piccolissimo. E io per giorni l’ho tenuto al caldo, non sempre ma quasi, dentro alle mani, come avevo letto. Lo tenevo al buio, e ogni tanto aprivo uno spiraglio e mi facevo vedere. E… Funziona proprio come ha scritto Lorenz. Quando è cresciuta c’è stato un legame incredibile tra noi”.



Dickens, Buzzati, Scerbanenco, Simenon, Guareschi, Tomasi de Lampedusa: sono i racconti di molti nomi classici della letteratura, i suoi punti di riferimento, i suoi cavalli di battaglia. Trovate gli appuntamenti per ascoltarlo (e molti video con le sue narrazioni) nel suo blog: http://simonemaretti.blogspot.it/ (m.t,)