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“Chicca”, la voce che ha raccontato il talento in rosa

Esordio a Modena Radio City, poi Radio Stella E dall’89 Profilo donna che festeggia 29 anni

MODENA. Modena esprime personaggi capaci di farsi rappresentare, ben fuori dalla cintura urbana, da un particolare, da un gesto, da una parola chiave. Pavarotti dal suo foulard, Bonvi dalla tuta mimetica, Guccini dalla erre moscia. Per qualcuno il tratto distintivo, la parola chiave, è passione. Come per Cristina Bicciocchi la cui passione per la sperimentazione e per l’invenzione di nuovi spazi professionali, come preconizzava Lucio Battisti, non è stata soltanto un’avventura. La curiosità ...

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MODENA. Modena esprime personaggi capaci di farsi rappresentare, ben fuori dalla cintura urbana, da un particolare, da un gesto, da una parola chiave. Pavarotti dal suo foulard, Bonvi dalla tuta mimetica, Guccini dalla erre moscia. Per qualcuno il tratto distintivo, la parola chiave, è passione. Come per Cristina Bicciocchi la cui passione per la sperimentazione e per l’invenzione di nuovi spazi professionali, come preconizzava Lucio Battisti, non è stata soltanto un’avventura. La curiosità per le nuove strade da percorrere ce l’aveva nel sangue. Alla fine degli anni Settanta, insieme a un manipolo di pionieri, era tra coloro che hanno dato vita a Modena Radio City, prima, e a Radio Stella poi, diventando in breve, per tutti gli ascoltatori la “Chicca Wow!”. Nel terzo millennio, chiusa la lunga parentesi con la radio, si è reinventata come donna e come professionista, percorrendo, di nuovo, una strada mai battuta prima da nessuno. Nel 1989, quasi trent’anni fa, ha creato un format radiofonico che nel corso del tempo è diventato anche televisivo e una rivista patinata, dedicati al Premio Internazionale Profilo Donna, oggi fra i più prestigiosi e longevi premi al femminile del nostro Paese, che il 3 luglio prossimo festeggerà a Sassuolo la 29° edizione. L'evento, ancora una volta, sarà dedicato alla valorizzazione del ruolo della donna nella società, fra pari opportunità, talento, personalità, nel solco delle eccellenze del territorio.



Come è nato il Premio Profilo Donna?

«Dopo il passaggio a Radio Stella, alla fine degli anni '80, le voci storiche di Modena Radio City venivano comunque percepite dagli ascoltatori come provenienti dalla frequenza d’origine. Cercavamo un modo per dare un’identità alla nuova radio associandola ai conduttori. Da parte mia è nata l’idea di creare uno spazio radiofonico dedicato al talento delle donne e di organizzare una festa per loro dove poterci presentare nella nuova veste. Da lì è partito il progetto al quale si sono aggiunti incontri dedicati al tema. Dopo i primi tre anni di sperimentazione tutti concentrati sul tessuto locale, il Premio ha avuto vita propria, nei primi dieci anni a livello nazionale, poi, dal 2000, il format si è ampliato anche a livello editoriale grazie alla rivista Profilo Donna Magazine ed è diventato internazionale».

Ma l’idea da dove è venuta?

«Forse, dentro di me l’ho sempre avuta. Da piccola, a scuola, continuavo a chiedermi: “Come mai nei libri di storia ci sono così poche donne?”. Un interrogativo che, anche grazie all’esperienza radiofonica - che ha contribuito alla mia formazione e a farmi conoscere la filiera della comunicazione a 360° - si è trasformato in un progetto, in una professione. Mi piaceva l'idea di raccontare una storia che riguardasse le donne e che facesse emergere le loro capacità. Il mio intento sin da subito è stato quello di raccontare il talento e la professionalità femminili dimostrando come le donne avessero capacità ancora inespresse nel mondo professionale, istituzionale e lavorativo».

Fra le donne premiate nel passato chi ti ha lasciato un ricordo particolare?

«Ciascuna è stata speciale come testimone del proprio ambito umano e professionale. Le premiate sono più di 300 e citarle tutte sarebbe impossibile. In particolare ringrazio quelle che negli anni sono diventate anche amiche e sostenitrici del progetto. Posso citare Fabiola Gianotti, oggi direttrice del Cern, che pur di partecipare al Premio, ha spostato una conferenza che aveva già programmato negli Usa. Mi è rimasta impressa la sua disponibilità, la sua chiarezza, la grande umiltà. S.E. Fawaz Al Hashemi, Ambasciatrice di Giordania e appassionata di pittura e sufismo, l'astrofisica Simonetta Di Pippo che ci ha raccontato dei prossimi viaggi spaziali su Marte, le giornaliste Silvana Giacobini, Barbara Stefanelli e Diamante D'Alessio che ammiro professionalmente. Poi Regina Schrecker, unica stilista cui sia stato concesso di organizzare una sfilata in un tempio buddista, perché, mi raccontò, “i monaci avevano visto che avevo un cuore puro”. Sua Altezza Reale Silvia di Savoia Aosta, molto attiva nel sociale con la quale sono state portate a termine azioni umanitarie a livello internazionale, Cristina Rossello, avvocato, consigliere di amministrazione di molte imprese italiane, che ha ideato e contribuito a dare vita anche a Profilo Donna Junior, un riconoscimento per le giovani talentuose che vengono seguite in percorsi di mentoring e stage di alto profilo. A Modena Mirella Freni e Raina Kabaivanska sono due premiate straordinarie per talento e umanità. Poi Patricia Adkins Chiti molto attiva a livello internazionale che ha dato vita alla Fondazione Donne in Musica con la quale abbiamo organizzato un concerto di musica sacra in Duomo. Claudia Cremonini, Sara Doris, e Cristiana Falcone Sorrell brillanti e generose nel sostenere alcune delle nostre iniziative di solidarietà. Chiudo ricordando Marina Cicogna, Gina Lollobrigida che è stata una delle Madrine del Premio e Marilena Ferrari fondatrice dell'azienda di editoria di pregio Art'è che ha testimoniato le sue personali difficoltà nel farsi accettare in quanto donna nel mondo della finanza quando la sua azienda fu quotata in Borsa, e che ritirando il premio ha lasciato la platea silenziosa citando le parole di Simone Veil “Solo quando anche una donna stupida occuperà un posto di potere, si raggiungerà la vera parità”».

Che lavoro è stato il tuo in fondo?

«Un lavoro di promozione, diffusione e documentazione che in modo costante e continuo ogni 3 mesi attraverso la rivista, il Premio Internazionale Profilo Donna, le varie iniziative/convegni/meeting, ha monitorato e raccontato la crescita e la trasformazione del mondo femminile. Abbiamo percorso una strada non battuta puntando sulla comunicazione per indicare alle donne una strada nuova. Dopo quasi trent'anni, possiamo dire che il percorso è tracciato e i cambiamenti sono sotto gli occhi di tutti. È il momento di fare un ulteriore passo in avanti per consolidare i piccoli e grandi traguardi raggiunti, trasformandoli in un valore aggiunto per la società».