Modena, nuove infrastrutture: «La Bretella come dico io o blocco tutto con la ruspa»

Muzzarelli: «La Campogalliano-Sassuolo deve risolvere problemi, non crearne» L’attacco di Ance: «Ginepraio di burocrazia che rallenta il Paese, alleggeriamo»

Scalo merci, complanare, viabilità L'Ance a Modena: "Quando le farete?"

MODENA. «Sarò come l’ultimo dei Mohicani». Parole e musica di Gian Carlo Muzzarelli a proposito della realizzazione della bretella Campogalliano-Sassuolo.

«Se la zona dello scalo merci di Cittanova non sarà realizzata in modo funzionale per la logistica delle merci allora sarò io il primo con la ruspa a bloccare il cantiere», prosegue il sindaco di Modena. «Stiamo aspettando le modifiche al tracciato che abbiamo chiesto da molto tempo. Altrimenti l’opera invece di risolvere il problema, ne creerà di nuovi».

È questo il momento più caldo della conferenza che si è tenuta ieri in Confindustria Modena e a cui Muzzarelli ha partecipato assieme all’assessore regionale a Trasporti e infrastrutture Raffaele Donini e ai rappresentanti di Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili), il presidente di Modena Sandro Grisendi e quello nazionale Gabriele Buia. Il tema sono le infrastrutture, stritolate tra le esigenze degli imprenditori di far partire le grandi opere nel Modenese e i tempi della politica italiana.

Grandi opere intese soprattutto come reti viarie ritenute strategiche dalle imprese: oltre alla Campogalliano-Sassuolo, anche la complanarina, la Pedemontana, la tangenziale di Mirandola e la Cispadana.

«E mettiamoci anche il completamento del casello di Modena nord - aggiunge Grisendi - Sono infrastrutture che potranno cambiare il rapporto di Modena e della provincia con l’Europa. Ci auguriamo che le opere partano realmente e non lo dico solo da presidente di Ance, ma anche da modenese».

Durissimo l’intervento di Buia, che dopo aver ascoltato le parole di Muzzarelli e Donini, attacca senza mezzi termini la burocrazia italiana: «Voglio parlare con franchezza. Il sistema Paese così non cresce e non potrà mai crescere, perché una nazione prova di infrastrutture non è competitiva. È compito del legislatore alleggerire le pratiche burocratiche e, invece, ci troviamo di fronte a una matassa di norme quasi impossibili da superare e interpretare. Basti pensare che per realizzare un’opera si spende i due terzi del tempo per le autorizzazioni e i progetti, mentre solo un terzo per il cantiere vero e proprio. Norme impossibili, con passaggi in diversi enti che spesso bloccano tutto o addirittura sono in contrasto tra loro. Lungaggini che sul piano pratico si traducono in fallimenti di aziende e io sono stanco di vedere imprenditori che chiudono e persone che perdono i posti di lavoro. Prendiamo la Cispadana. È stata appaltata nel 2008. Sono passati dieci anni e siamo ancora qua a parlarne».

Annuisce al suo fianco Muzzarelli, che poco prima aveva snocciolato gli investimenti a Modena e provincia, suddivisi in tre grandi aree: strade, scuole e città. Del primo punto in particolare aveva parlato in mattinata al Consiglio provinciale specificando che, inclusa la bretella da 500 milioni di euro ed esclusa la Cispadana, la Regione contempla un sostegno alle opere nel Modenese da 700 milioni. Ma quelle lungaggini restano un problema: «Per un vincolo della Soprintendenza di 800 metri la cosiddetta complanarina era bloccata e sono serviti anni per andare avanti. Stessa cosa per la Cispadana, un’opera che si deve fare».

Anche Donini torna sulle problematiche della bretella Campogalliano-Sassuolo, per la quale il ministro Del Rio aveva annunciato il via ai lavori proprio a maggio 2018: «In realtà - specifica Donini - il cantiere partirà nell’inverno del 2018 o a primavera 2019. In ogni caso, noi finiremo questo mandato col cantiere della bretella avviato (2019, ndr). All’insegna di una piena e totale coincidenza con le richieste modenesi, anche in questo caso. Scontiamo nell’ultima fase un anno di ritardo. Avremmo dovuto aprire i cantieri in questi mesi, ma c’è stata la necessità di riconsiderare le migliorie al progetto, come l’eliminazione dei caselli tra la tangenziale di Modena e l’area di Rubiera», la zona di cui Muzzarelli aveva parlato in precedenza. E in più a far perdere tempo è stato l’iter della firma dell’atto integrativo da parte dei ministeri, fino alla registrazione alla Corte dei conti. Tra incertezze varie a livello nazionale, così, «siamo arrivati a oggi: possiamo avviare la progettazione esecutiva, nel corso della quale verranno valutate tutte le ottimizzazioni richieste dai Comuni».

Giovanni Balugani