Sassuolo, orrore all’oasi del Secchia nutrie ferite con la balestra

Nutria

Ritrovati animali infilzati con frecce artigianali, ma nessuno denuncia Milani (Pettirosso): «È gravissimo: quelle armi possono uccidere le persone»

SASSUOLO. Nutrie infilzate con delle frecce artigianali, un’azione infima con cui qualche balordo si è divertito nei giorni scorsi. Una sorta di gioco macabro, probabilmente con l’utilizzo di una balestra o di un arco per ferire gli animali, che sono stati trovati vivi e con ancora l’arma conficcata nel corpo. Un’immagine terribile a cui si sono trovati di fronte alcune persone che hanno avvistato le nutrie nella zona del Secchia, lungo la ciclabile.

C’è anche chi è riuscito ad aiutare le nutrie, operazione non facile perché è difficile catturarle, considerando anche che gli animali feriti sono soprattutto piccoli nati da poco. Ma chi ha tolto la freccia e l’ha fotografata si è reso conto che si tratta di armi forse artigianali e molto pericolose, dotate di ardiglione.



Alcuni testimoni riferiscono di aver notato degli adolescenti aggirarsi per la zona con una balestra, ma è una notizia non confermata, anche perché al momento nessuno ha presentato denuncia alle forze dell’ordine. Si tratta tuttavia di un’azione molto pericolosa e non solo per gli animali che vengono torturati in maniera becera (cosa che già di per sé costituisce reato), ma soprattutto perché si tratta di un utilizzo sconsiderato di un’arma in un luogo pubblico.



Se effettivamente si dovesse trattare di una balestra c’è da tenere in considerazione la forza con cui queste armi scagliano le frecce, una forza tale non solo da ferire un essere umano, ma anche ad esempio da trapassare la portiera di una vettura, come ricorda Piero Milani, del centro il Pettirosso: «Anche a 50/60 metri possono perforare la carrozzeria di una Cinquecento. È una situazione gravissima, siamo di fronte ad armi letali e di libera vendita. Con l’aggravante che vengono introdotte in un parco cittadino e quindi aperto al pubblico. Forse qua non ci rendiamo conto - prosegue Milani - che se per errore parte una freccia e colpisce un bambino, o anche un adulto, si va incontro a ferite mortali».

E ci sono dei precedenti. Ad esempio ad Albareto il Pettirosso intervenne per salvare un gatto colpito da una freccia scagliata con la balestra. Oppure ancora l’anno scorso dei ragazzini al Parco Amendola con un arco rudimentale colpivano le anatre. «È fondamentale non sottostimare la gravità della cosa, ma è necessario che qualcuno faccia denuncia» chiosa Milani. Tuttavia finora nessuno si è presentato dalle forze dell’ordine. (gib)