Fallita la Tris, storica agenzia pubblicitaria di Modena

L'ingresso dell'agenzia pubblicitaria Tris

Schiacciata dalla crisi finanziaria, la Tris è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Modena: nominato il curatore. Il crac è arrivato a 5 anni dal cambio della proprietà. L'agenzia fu fondata nel 1970

MODENA. Tris, la prima agenzia pubblicitaria nata a Modena e per tanti anni la più in vista, è fallita. Lo ha decretato il tribunale di Modena nominando curatore fallimentare la dottoressa Elisa Bertoni che dovrà sbrogliare la matassa dei debiti insoluti, alcuni dei quali riguardano i dipendenti.

Il crac di questa agenzia ha lasciato stupiti molti operatori del settore pubblicitario che pure sapevano delle difficoltà che l’azienda con sede sociale in via Scaglia Est stava attraversando. All’origine del crac: la perdita del maggiore cliente poco prima del passaggio di proprietà e una serie di difficoltà finanziarie.


UNA LUNGA STORIA. Per tanti anni pubblicità a Modena voleva dire Tris. Fondata nel 1970, l’agenzia si proponeva come la prima in provincia dedicata alle aziende locali e non solo: prima, infatti, le campagne venivano commissionate ad agenzie di Bologna o di Milano.

I fondatori della società – Mauro Martini, accounter, Giancarlo Ganzerla, art director, e Remo Muratori (scomparso), responsabile di produzione - divennero presto molto conosciuti in città. Per decenni a loro si sono rivolte grandi e medie aziende che cercavano un lancio o una campagna, anche nazionale.

L'INIZIO DELLA CRISI. L’origine del declino va cercata molto più avanti, all’inizio del 2013. Siamo in un periodo buio per il settore, la crisi falcia le aziende che tagliano sui costi di pubblicità o riorientano le strategie di marketing. Ed è quei giorni che il principale cliente della Tris - la Smeg, famosa azienda di cucine di Reggio - lascia intendere che ha intenzione di cambiare agenzia.

A fronte di questa intenzione, i due soci rimasti, Martini e Ganzerli, decidono di chiudere l’agenzia. In fondo, sono all’apice del successo e, data la loro età, possono ritirarsi dalla professione.

Decidono di mandare una lettera di preavviso di licenziamento ai dipendenti che viene accolta come una doccia gelata. Sui titolari non avevano mai avuto motivo di lamentarsi: i pagamenti sono sempre stati effettuati con puntigliosità, l’azienda è sempre stata sana e ha sempre rispettato ogni impegno coi clienti e col fisco. Tuttavia, la crisi aveva già colpito gli uffici: dei 16 dipendenti dei giorni d’oro ne erano rimasti 8.

IL CAMBIO. A un passo dalla chiusura, interviene la proposta del direttore amministrativo, Simone Campana: propone ai due soci e titolari di cedergli l’azienda. La Smeg si sta sfilando dal portafoglio clienti. Il futuro è incerto. Ma alla fine i soci si convincono favorevolmente. Si giunge a un accordo, avviene il versamento, col passaggio di proprietà e l’azienda, sotto la guida di Campana, riparte con entusiasmo a caccia di nuovi clienti.

LE DIFFICOLTA'. Unico problema: i posti di lavoro vengono salvati a patto che i dipendenti accettino il part time. L’azienda prosegue per anni con nuovi progetti e campagne. Nel frattempo, però, alcuni dipendenti non ricevono più lo stipendio regolarmente. La situazione finanziaria si aggrava nonostante le commesse e qualche importante progetto.

Ma non basta e la Tris negli ultimi tempi si ritrova a contare su tre dipendenti. Il suo originale progetto Modena Expo ha avuto riscontri ma non ha risanato le finanze. Negli ultimi mesi la situazione è diventata insostenibile. Fino alla consegna dei libri in tribunale e ora il fallimento.