Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

La storia della pallavolo un fenomeno sociale della Modena capitale

Il volume di Daniele Serapiglia ripercorre la nascita del volley: dagli ambienti aristocratici allo sport del popolo 

Secondo i dati diffusi nel 2015 dalla Federazione italiana pallavolo, il volley in Italia conta oltre 360 mila tesserati, quasi 5 mila società e circa 84 mila operatori: tali numeri attestano che si tratta dello sport più praticato in Italia dopo il calcio. Creato da William Morgan nel 1895, in Italia il volley ha ottenuto tale popolarità al temine di una lunga storia partita attorno alla tragedia della Prima guerra mondiale.

Daniele Serapiglia nel libro Uno sport per tutti. Storia sociale de ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

Secondo i dati diffusi nel 2015 dalla Federazione italiana pallavolo, il volley in Italia conta oltre 360 mila tesserati, quasi 5 mila società e circa 84 mila operatori: tali numeri attestano che si tratta dello sport più praticato in Italia dopo il calcio. Creato da William Morgan nel 1895, in Italia il volley ha ottenuto tale popolarità al temine di una lunga storia partita attorno alla tragedia della Prima guerra mondiale.

Daniele Serapiglia nel libro Uno sport per tutti. Storia sociale della pallavolo italiana (1918-1990), (Clueb, 2018) analizza la storia della pallavolo italiana intrecciandola con i mutamenti sociali che hanno attraversato il '900. Se lo sport storicamente è stato visto dalla politica come strumento di controllo sociale anche tramite la manipolazione dell’immaginazione, nei fatti però esso ha saputo esprimere autonomamente importanti istanze di libertà. “Proprio questo trasporto, questa connessione tra la realtà e il bisogno di evasione”, scrive Serapiglia, “ci suggeriscono quanto l’amore per lo sport, sebbene nasca in ambienti colti e aristocratici, affondi le proprie radici nell’edonismo sentimentale del popolo”.

La prima parte del libro affronta la pallavolo nel periodo compreso tra la fine degli '10 e la metà degli anni '40. Modena fa capolino nel 1925, quando la società ginnastica Panaro Modena organizza un torneo di pallavolo per far conoscere alle scuole e alle associazioni sportive questo gioco. Arrivato con le truppe d’Oltreoceano, questo sport muove in Italia i primi passi vicino alle trincee ma è con il fascismo, che lo utilizza come uno strumento per controllare il tempo libero, che assume una diffusione di massa.

La parte centrale del testo è incentrata sulla nascita della Federazione italiana pallavolo, sul riconoscimento del volley come sport agonistico e sulla sua diffusione nelle scuole nel periodo compreso tra la Liberazione e la fine degli anni '60, quando il boom economico aumenta il tempo libero.

La pallavolo non perde comunque la sua caratteristica di sport amatoriale tanto da assumere un ruolo importante all’interno del Centro sportivo italiano (Csi) e dell’Unione italiana sport popolare (Uisp). Nel corso degli anni '50 la competizione politica tra mondo cattolico e sinistra si riverbera anche all’interno delle rispettive organizzazioni sportive, tanto che Csi e Uisp danno vita ad accesi scontri tra le squadre di volley e proprio tale rivalità contribuisce alla crescita della pallavolo italiana.

L’ultima parte del volume si occupa della pallavolo nazionale nella sua epoca d’oro compresa tra i mondiali italiani del '78 fino a quelli di Rio de Janeiro del '90 indagando, inoltre, l’ascesa del volley femminile di pari passo al nuovo ruolo della donna e al mutamento dei costumi.

Uno spazio importante è riservato al legame tra aziende locali e volley e qua, ovviamente, entra in scena la Panini Modena nata dall’iniziativa dei fratelli Panini.



LA SCHEDA. Daniele Serapiglia, Uno sport per tutti. Storia sociale della pallavolo italiana (1918-1990), Clueb, 2018, pp.200. € 19,00. In questo libro l’autore, ricercatore presso l’Instituto de História Contemporânea (Faculdade de Ciências Sociais e Humana - Universidade Nova de Lisboa) e del Centro de Estudos Interdisciplinares do Século XX (Universidade de Coimbra), riprendendo un importante filone di studi storici di matrice anglosassone, purtroppo poco sviluppato in Italia, analizza la storia della pallavolo come fenomeno sociale e culturale.

Scrive Juan Antonio Simón Sanjurjo della Universidad Europea de Madrid nella Prefazione che la lettura di questo libro “chiarirà il motivo per cui la pallavolo sia attualmente uno degli sport più popolari in Italia, dopo l’amatissimo calcio, e il percorso storico che ha permesso a questa pratica.