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Modena, mamme chef a scuola E la festa è “mondiale”

Alle Leonardo da Vinci un fine anno tripudio di bandiere e idiomi  E uno spettacolo che racconta di mare, navi, migranti e vicinanza

MODENA. È nella scuola che va ricercato un linguaggio nuovo, benché intriso di una sapienza antica di centinaia di anni; fresco, poiché si rinnova di continuo pur rimanendo identico alla sua sostanza; diverso, in ragione del fatto che sono proprio le differenze che ci distinguono, a renderci uguali.

Le varie declinazioni di questa lingua sono state presentate al pubblico dei famigliari dei piccoli e grandi studenti della scuola primaria Leonardo da Vinci, mercoledì sera.

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MODENA. È nella scuola che va ricercato un linguaggio nuovo, benché intriso di una sapienza antica di centinaia di anni; fresco, poiché si rinnova di continuo pur rimanendo identico alla sua sostanza; diverso, in ragione del fatto che sono proprio le differenze che ci distinguono, a renderci uguali.

Le varie declinazioni di questa lingua sono state presentate al pubblico dei famigliari dei piccoli e grandi studenti della scuola primaria Leonardo da Vinci, mercoledì sera.



La festa di fine anno scolastico è stata un tripudio di colori, bandiere e idiomi provenienti da diversi luoghi del mondo. Da anni la scuola di via Giusti fa dell'inclusione uno dei temi alla base del proprio programma pedagogico. E quale modo più piacevole per avvicinarsi gli uni gli altri se non ritrovarsi a mangiare insieme? Ai fornelli i genitori, che hanno cucinato le tipicità dei propri Paesi d'origine. Non solo pizza, dunque, a rappresentare l'Italia, ma tante altre prelibatezze a cominciare dallo stand turco, che ha proposto il baklava, dolce tipico delle cucine dell'Asia sud-occidentale, centrale e balcanica, composto da pasta sfoglia, macinato di noci e pistacchio; le polpette di lenticchie rosse e bulgur (in lingua originale, Mercimek Koftesi) e il pane con il sesamo (gerek tahinli). Poi il kebab, sempre a rappresentare la Turchia, e il cous cous, cui è stato dato spazio anche alla versione del Marocco, con carote, zucchine, zucca, ceci, pomodoro, prezzemolo e spezie. Infine l'Ucraina, con gli involtini di manzo. Anche lo spettacolo ha voluto trasporre in musica, canto e recitazione i temi della cronaca più attuale, cui ogni classe si è accostata secondo le proprie capacità.



“Una festa multicolore” è il titolo del copione messo in scena dalle classi delle da Vinci per parlare di diversità e accoglienza. Sulle note composte da Renato Giorgi, maestro di musica, uno spettacolo incentrato sulla paura e la diffidenza che capita di provare nei confronti dello straniero: sentimenti che vengono infine superati per far posto alla vicinanza e all'umana comprensione.



«Da anni, scegliamo un argomento che possa sviluppare il tema della diversità - spiegano le maestre - L'anno scorso, si è trattato dell'accoglienza del bambino diverso, inteso nel senso più ampio del termine, grazie a una storia i cui protagonisti erano gli alieni, accolti dai terrestri. Desideriamo trasmettere l'apertura nei confronti di tutti». Lo spettacolo del 6 giugno arriva alla fine di un percorso che ha visto coinvolte tutte le classi dell'istituto per dieci lezioni di un’ora ciascuna. «Noi insegnanti abbiamo modificato e integrato il copione in diversi punti, costruendolo in base alle nostre esigenze - continuano - Ecco, allora, la parte dedicata al migrante, che abbiamo realizzato portando sul palco la sagoma di una nave su cui idealmente viaggiavano i ragazzi, trasportati da onde realizzate con teli di plastica colorati. Volevamo far riflettere sulla condizione di quanti arrivano dall’altra parte del Mediterraneo. In alcune classi l'integrazione è stata difficile dunque, anche attraverso progetti come questo, abbiamo cercato di lavorare con l'obiettivo di unire i ragazzi, anche di sezioni diverse. E oggi che la scuola è finita vediamo il risultato nelle lacrime a dirotto e negli abbracci che gli studenti di quinta non smettono di scambiarsi».