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Alex, una “regista” di storie da favola per il giorno del sì

Alessia Messina ha all’attivo già cento matrimoni e la sua agenzia si avvale di sessanta collaboratori

CARPI. Un mix tra Reese Witherspoon de “La rivincita delle bionde” e Jennifer Lopez di “Prima o poi mi sposo”. Se alla prima somiglia per “chioma” e senso di rivalsa, alla seconda ha “rubato” il mestiere perché Alessia Messina, 30 anni e originaria di Avellino ma cresciuta a Carpi, è un concentrato di energia e competenza al servizio di una professione che ora - dopo 7 anni di attività in proprio e 100 matrimoni organizzati - è una splendida e solida realtà che profuma di fiori d’arancio tan ...

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CARPI. Un mix tra Reese Witherspoon de “La rivincita delle bionde” e Jennifer Lopez di “Prima o poi mi sposo”. Se alla prima somiglia per “chioma” e senso di rivalsa, alla seconda ha “rubato” il mestiere perché Alessia Messina, 30 anni e originaria di Avellino ma cresciuta a Carpi, è un concentrato di energia e competenza al servizio di una professione che ora - dopo 7 anni di attività in proprio e 100 matrimoni organizzati - è una splendida e solida realtà che profuma di fiori d’arancio tanto quanto di sacrifici e voglia di farcela. Perché Alessia, per gli amici Alex, alla sua agenzia di organizzazione matrimoni di via Giardini a Modena non ha dato solamente il nome, “Alex Wedding”, ma tutta l’anima di una ragazza che di gavetta ne ha macinata tanta prima di intraprendere l’affascinante ma impegnativa strada della wedding planner.

Alex, la regina dei matrimoni



Come è nata l’idea di organizzare matrimoni?

«Un po’ da matta, come sono io. Avevo 20 anni e lavoravo in un centro di fisioterapia di Correggio ma non ero pienamente soddisfatta. Così di notte riflettevo su cosa avrei voluto fare da grande e mi è venuto in mente di diventare wedding planner perché ho sempre avuto la mania di mettere insieme i pezzi e costruire una storia. Allora ho dato le dimissioni e seguito diversi corsi, sia a Bologna che a Roma, ed infine a febbraio 2011 ho inaugurato la mia attività investendo tutti i soldi che negli anni avevo messo da parte, anche grazie a precedenti lavori nel campo della comunicazione, tanto nel Modenese come all’estero, perché nella vita ho sempre avuto “fame” di riuscire».

Cosa fa una wedding planner?

«Innanzitutto capire chi sono gli sposi e cosa desiderano, prenderli per mano e aiutarli nelle scelte creando empatia: insieme si decide la location per la cerimonia, il catering, il fiorista, il pasticcere, il fotografo, l’atelier per gli abiti e le scarpe, le fedi e poi dove e come realizzare la festa dopo le nozze. Collaboro con 60 persone che, nei propri ambiti, mi aiutano affinché il giorno del matrimonio sia il più bello ed indimenticabile possibile. Incluso il mio fidanzato Francesco, fotografo, con cui vivo a Bologna. E, a proposito di Bologna, da un po’ c’è anche Carlotta Carpani, ventenne bolognese che sta facendo uno stage di 300 ore. Cerco di insegnarle la teoria durante gli spostamenti in auto tra una commissione e l’altra, ma in modo particolare la pratica, che è quella che conta davvero. Io le trasmetto la mia esperienza e ricevo un pizzico di stabilità in più perché mi sento responsabile per lei. Insomma mi sento un po’ “angelo custode”, come mi hanno definita alcune coppie, e un po’ “Signorina Rottenmeier” come mi chiamano i miei collaboratori, “la famiglia”, perché sul lavoro sono precisa ma senza di loro non farei nulla».

Quali i matrimoni che ti sono rimasti più impressi?

«Ciò che mi rimane davvero nel cuore sono le persone. Come due ragazzi di Montale a cui sono molto legata e che si sono sposati a Cagliari in una chiesetta in riva al mare. Una location da sogno, ma ciò che mi ha colpito maggiormente è stata l’intimità della cerimonia: in tutto otto persone. E in un altro matrimonio bellissima la dolcezza con cui lo sposo, prima di pronunciare le promesse alla futura moglie, si è inchinato davanti alla sua bimba di 4 anni e ha detto: “Io prendo te, Veronica, come mia legittima figlia”. Ricordo poi con piacere le nozze in stile “Est Europa” di due ragazzi di Bologna innamoratissimi, lei moldava e lui romeno; oppure gli sposi originari del sud che a Napoli, passeggiando per strada, sono stati sommersi dai confetti lanciati dalla gente come augurio di fertilità, o le suocere meridionali che per tradizione vogliono realizzare il bouquet alla sposa».

Le location più belle e particolari, invece?

«Sicuramente le ville storiche e le località di mare o di lago sono le più romantiche: ho realizzato matrimoni in Riviera Romagnola, sulle spiagge della Sardegna, di Lecce e al lago di Garda. Ma mi è anche capitato di riadattare a location di nozze una balera anni 70 in cui accogliere 500 invitati; oppure di organizzare un matrimonio in un allevamento di cani in cui allestire anche i bagni per gli ospiti».

Veniamo agli imprevisti…

«Il problem solving è fondamentale in questo mestiere. Durante un weekend dell’estate 2015, mentre la troupe del programma Mediaset “Nuove scene da un matrimonio” era a Modena per registrare una puntata su un mio matrimonio, il conduttore Davide Mengacci ha accusato un malore. Un’altra volta, a giugno, stavo allacciando l’abito alla sposa quando è andata via la corrente per un violento temporale, nonostante il meteo a Castelnuovo Rangone non lo avesse previsto. Ma nessuno si è accorto di nulla, a parte i tecnici dell’elettricità che hanno subito i miei solleciti e, infine, la luce è tornata proprio a mezzanotte mentre gli sposi hanno tagliato la torta a bordo piscina. Succede poi di dover calmare le ansie e le agitazioni tanto della sposa come dei parenti e anche di scrivere o leggere le promesse allo sposo. L’importante è non perdersi mai d’animo e la mia grande forza è sempre quella di dire: “Sì, ce la farò”».