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San Prospero. La “Vigna del Cristo” trent’anni al top

Tanti luoghi comuni sul Lambrusco sono ancora duri a morire, a tutt’oggi capita che venga additato come prodotto di scarso pregio, per colpa di pregiudizi più o meno fondati, di errori commessi in...

Tanti luoghi comuni sul Lambrusco sono ancora duri a morire, a tutt’oggi capita che venga additato come prodotto di scarso pregio, per colpa di pregiudizi più o meno fondati, di errori commessi in passato che spinsero il brand Lambrusco verso il baratro.

Oggi va di moda dire: “Ce lo chiede l’Europa”, allora lo si sarebbe potuto dire degli Stati Uniti, infatti prodotti di modesto valore definiti: “Coca-Cola italiana” invasero gli U.S.A per una breve ma intensa tendenza del momento. Grazie a Di ...

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Tanti luoghi comuni sul Lambrusco sono ancora duri a morire, a tutt’oggi capita che venga additato come prodotto di scarso pregio, per colpa di pregiudizi più o meno fondati, di errori commessi in passato che spinsero il brand Lambrusco verso il baratro.

Oggi va di moda dire: “Ce lo chiede l’Europa”, allora lo si sarebbe potuto dire degli Stati Uniti, infatti prodotti di modesto valore definiti: “Coca-Cola italiana” invasero gli U.S.A per una breve ma intensa tendenza del momento. Grazie a Dio però negli ultimi anni le cose hanno preso decisamente un piega differente, con l’orgoglio ferito e la sofferenza nel cuore per il nostro amato vino così svilito, alcuni produttori mossi da voglia di riscatto hanno invertito la rotta, producendo eccellenze qualitativamente peculiari.

Di esempio per tutti fu il “Vigna del Cristo” Lambrusco di Sorbara della Cantina Cavicchioli, che dalla vendemmia 1987 cambiò la storia del Lambrusco, uno spartiacque tra il Lambrusco mediocre e quello di qualità. Vigna del Cristo una vera e propria cru situata a Sorbara in uno stretto lembo di terra denominata del “Cristo” tra i fiumi Secchia e Panaro, una fertile Mesopotamia che conferisce quel sapore di vino terroir, termine con cui i francesi definiscono quei vini dalle caratteristiche uniche, legate al territorio, alle condizioni geografiche, climatiche e naturali di una zona delimitata, in questo caso da fiumi, che mediante le loro esondazioni conferiscono al terreno caratteristiche chimiche e biologiche che contribuisce alla tipicità del vino di qualità.

Tanti auguri Vigna del Cristo! Da 30 anni moderno e fedele alla tradizione, tra i primi Sorbara in purezza vinificati con Charmat lungo, dal colore rosso rubino chiaro brillante, con spuma rosa cipria dalle bollicine che trasformano in una Jacuzzi la cavità orale a tutto ritmo e velocità, gustoso, di grande piacevolezza, acidulo e minerale, appaga il palato e il naso con meravigliosi profumi e sapori, floreali e fruttati, con una chiusura lunga sapida e spassosa, si possono riconoscere le viole, le rose, le fragole ma anche agrumi. La storia trentennale del beverino Lambrusco di Sorbara Vigna del Cristo è costellata di riconoscimenti prestigiosi, come i Tre Bicchieri Gambero Rosso e i Cinque Grappoli Bibenda, un caposaldo che si rinnova giorno dopo giorno, bicchiere dopo bicchiere, quando la qualità azzera i luoghi comuni.

Il Lambruscologo.