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Modena L'assessore Filippi in bici con Mobastacemento: «Vaciglio? Non si poteva fare diversamente»

Per la prima volta dalla nascita del comitato, fondato un anno fa sull’onda della protesta contro le 550 case di via Morane, una esponente della squadra di Muzzarelli ha partecipato a una manifestazione organizzata da “Mobastacemento”: al Villaggio Artigiano,

"Mobastacemento" al Villaggio Artigiano di Modena ovest

MODENA. Magari l’argomento non era “caldo” come le altre volte, perché per la giunta è sicuramente più facile parlare della Diagonale verde che delle 28 palazzine che nasceranno a Vaciglio, ma il segnale è arrivato comunque.

Perché per la prima volta dalla nascita del comitato, fondato un anno fa sull’onda della protesta contro le 550 case di via Mor ...

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"Mobastacemento" al Villaggio Artigiano di Modena ovest

MODENA. Magari l’argomento non era “caldo” come le altre volte, perché per la giunta è sicuramente più facile parlare della Diagonale verde che delle 28 palazzine che nasceranno a Vaciglio, ma il segnale è arrivato comunque.

Perché per la prima volta dalla nascita del comitato, fondato un anno fa sull’onda della protesta contro le 550 case di via Morane, una esponente della squadra di Muzzarelli ha partecipato a una manifestazione organizzata da “Mobastacemento”: al Villaggio Artigiano, per la “biciclettata” del comitato alla scoperta di un quartiere che cambierà faccia con la realizzazione della Diagonale verde al posto della linea ferroviaria dismessa tre anni fa, ieri pomeriggio si è presentato anche il nuovo assessore all’Ambiente Alessandra Filippi.

Con lei e con gli attivisti del comitato c’erano circa cinquanta persone - stavolta non c’era alcun consigliere comunale - tra cui anche il successore della Filippi alla guida di Legambiente Mauro Solmi e il leghista Stefano Soranna, braccio destro del commissario cittadino Luca Bagnoli.

«Sono stata invitata - ha spiegato l’assessore Filippi - e quindi ho deciso di partecipare, anche perché il tema è decisamente interessante, dal momento che qui nascerà una grande infrastruttura ciclopedonale che partirà dalle porte del centro e arriverà fino al polo Leonardo».

Ma vista la delibera approvata dalla giunta in settimana - che ha dato il via libera alla Variante che modifica il vecchio piano particolareggiato, passaggio fondamentale per arrivare al permesso di costruire vero e proprio - l’assessore non poteva sottrarsi alle domande su Vaciglio: «La mia posizione su quel comparto è nota e non è cambiata - ha ribadito la titolare dell’Ambiente, che fino a qualche mese fa, da presidente di Legambiente, si è battuta contro quel comparto - ma purtroppo non si poteva fare diversamente, dal momento che abbiamo ereditato un piano già in stadio avanzato. Quello che possiamo fare, però, è guardare avanti e puntare sullo sviluppo futuro della città, e in questo senso sono arrivati segnali importanti, come il ritorno delle aree “f” e “g” alla vecchia destinazione: una scelta importante che va nella direzione di un’urbanistica più sostenibile».

E se l’assessore non ha cambiato idea su Vaciglio, non lo hanno fatto nemmeno i rappresentanti di “Mobastacemento”, sempre sul piede di guerra: «La giunta ha fatto l’ultimo passaggio senza consultare il Consiglio - ha spiegato Pietro Rivasi, uno dei fondatori del comitato - un passaggio legittimo, ma che è passato sotto silenzio, portando avanti l’inutile scempio di via Morane. Da parte nostra - ha concluso- nelle prossime settimane cercheremo tutti i modi dal punto di vista tecnico per bloccare i lavori, anche perché siamo convinti che con le ruspe alle porte il quartiere sarà ancora più sensibile su questo tema».

Il comitato fa però sapere di non volersi «chiudere in una gabbia di protesta: vogliamo fare proposte per lo sviluppo della città, e per questo abbiamo organizzato questo momento di approfondimento nell’area dove sorgerà la Diagonale».

Il gruppo ha quindi seguito l’architetto Matteo Sintini, che ha ripercorso la storia del villaggio Artigiano, dalla nascita, con le case popolari degli anni ’50 gestite da Ina casa, al successo che ha portato il villaggio a essere replicato, dieci anni dopo a Modena est.