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Itinerari/ In bici a Cadiroggio un saliscendi tra antichi borghi

Si parte dal centro di Sassuolo e si prosegue nel Reggiano a caccia di tracce medievali

SASSUOLO. Le prime colline tra Castellarano e Scandiano sono molto frequentate dagli amanti delle MTB e delle bici in genere: grazie alla loro vicinanza alla pianura e alle numerose possibilità di percorsi, esse rappresentano una bella occasione per una “fuga” di qualche ora nella natura. Sono presenti numerosi sentieri, sterrate e piccole strade asfaltate che consentono di effettuare itinerari molto vari e più o meno lunghi in base all’allenamento e alla voglia di pedalare. Insomma: ce n’è ...

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SASSUOLO. Le prime colline tra Castellarano e Scandiano sono molto frequentate dagli amanti delle MTB e delle bici in genere: grazie alla loro vicinanza alla pianura e alle numerose possibilità di percorsi, esse rappresentano una bella occasione per una “fuga” di qualche ora nella natura. Sono presenti numerosi sentieri, sterrate e piccole strade asfaltate che consentono di effettuare itinerari molto vari e più o meno lunghi in base all’allenamento e alla voglia di pedalare. Insomma: ce n’è davvero per tutti i gusti!



L’itinerario descritto di seguito è per MTB in quanto sono presenti alcuni tratti di sentiero o sterrate, ma è possibile adattarlo, con piccole modifiche, anche alle bici da strada. La lunghezza complessiva è di circa 40 km per 1000 metri di dislivello, ma, come detto, è facilmente accorciabile o allungabile in base alle esigenze di ciascuno.

Si parte dal centro di Sassuolo: passando dalla piazza con la Torre dell’Orologio e dal palazzo Ducale si raggiunge il fiume Secchia che attraversiamo sfruttando il recente ponte ciclo-pedonale che ci conduce sulla sponda reggiana tra Veggia e Castellarano; dalla località Cà de Fii lasciamo la zona industriale e, tramite bei sentieri, si inizia a salire sulle colline circostanti caratterizzate da prati e aree coltivate. Mentre saliamo sulla destra si nota la piccola valle scavata dal Rio Degani, profonda circa un centinaio di metri e caratterizzata da una zona di calanchi particolarmente ripidi e scoscesi.

Si raggiunge la località “Le Ville” da cui appare all’improvviso il Castello di San Valentino su cui spicca il torrione merlato medievale a pianta quadrata addossato al palazzo feudale; la rocca, le cui prime notizie documentate risalgono al XI secolo, è posta in posizione panoramica e sovrasta il sottostante borgo medievale. Attualmente è di proprietà di una famiglia privata e quindi è visitabile solo dall’esterno. Si prosegue su asfalto e dopo un paio di chilometri si raggiunge il borgo di Montebabbio; anche qui era presente un antico castello di cui oggi rimane soltanto l’imponente torre. Il borgo sorge su un piccolo colle di roccia arenacea dominante la valle del torrente Tresinaro e presenta il tipico impianto urbanistico lineare. Proseguendo sempre verso nord raggiungiamo infine il punto più alto dell’itinerario, la sommità del monte Evangelo (427 m slm), caratterizzato dalla presenza di una statua di Cristo ma anche purtroppo di grandi antenne per le telecomunicazioni. Si riparte e ora ci aspetta una bella discesa che ci condurrà fino alle porte di Scandiano; ci sono due possibilità, una più tecnica su sentiero ripido e a tratti un po’ accidentato e una più tranquilla su sterrato e poi asfalto.

Si continua e per strade basse con alcuni saliscendi si raggiunge Casalgrande Alto; qui ci aspetta l’ultima dura salita lungo la stretta e ripida, ma asfaltata, via Castello: bisogna superare un dislivello di circa 200 metri su una lunghezza di 3 km. Giunti sulla dorsale della collina la strada spiana e ora possiamo goderci il panorama con piacevoli saliscendi fino a raggiungere il borgo rurale di “Monti di Cadiroggio” caratterizzata in particolare da una struttura a torre, nella parte di levante dell’abitato, riferibile probabilmente al XV-XVI secolo. Si prosegue e, dopo poco, ci aspetta un’altra bella discesa dapprima su sentiero fino alla borgata Valfosca e poi su sterrato lungo la valle del Rio Rocca fino a tornare a Veggia. Da qui in breve si rientra a Sassuolo.

IN TUTTO 40 CHILOMETRI: DISLIVELLO 1000 METRI

Lunghezza: totale circa 40 chilometri, di cui circa 60 per cento asfalto e 40 per cento sterrato o sentiero (sono presenti alcuni tratti di sentiero o sterrate, ma è possibile adattarlo, con piccole modifiche, anche alle bici da strada).
Dislivello: circa 1000 metri di salita e altrettanti di discesa.
Periodo migliore: vista la quota relativamente bassa (sotto i 500 metri) evitare, se possibile, le ore più calde della giornata.
Fontane: a Cà de Grimaldi, vicino a Montebabbio.