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Retato o liscio e dolcissimo Il melone, un re dell’estate

Già noto nell’età del bronzo, conquistò il bacino del Mediterraneo grazie agli Egizi Massimo Cavalcanti del Mercato Albinelli ne spiega origini, varietà e stagionalità

«Per rendere il melone digeribile - suggeriva Alexandre Dumas padre - bisogna mangiarlo con pepe e sale e berci sopra un mezzo bicchiere di Madera. O meglio di Marsala». L’autore de “Il conte di Montecristo” nonché padre dei “Tre moschettieri” avrebbe fatto follie per i meloni di Cavaillon (Francia). Una certo ne fece. Non è forse un filo folle donare le proprie opere alla biblioteca della città per aggiudicarsi una rendita vitalizia di dodici meloni all’anno? Ma per il Cucumis melo questo e ...

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«Per rendere il melone digeribile - suggeriva Alexandre Dumas padre - bisogna mangiarlo con pepe e sale e berci sopra un mezzo bicchiere di Madera. O meglio di Marsala». L’autore de “Il conte di Montecristo” nonché padre dei “Tre moschettieri” avrebbe fatto follie per i meloni di Cavaillon (Francia). Una certo ne fece. Non è forse un filo folle donare le proprie opere alla biblioteca della città per aggiudicarsi una rendita vitalizia di dodici meloni all’anno? Ma per il Cucumis melo questo ed altro. «I primi meloni arrivano sui banchi del mercato all’inizio di aprile. Retati, con la polpa arancio e di media grandezza vengono dal Marocco. Nel corso degli ultimi anni hanno fatto un salto di qualità. Sono davvero buoni - assicura Massimo Cavalcanti, portavoce di eccellenza ortofrutticola al Mercato Albinelli che con inesauribile entusiasmo regala buonumore a chiunque capiti nella sua orbita - I meloni siculi esordiscono invece all’inizio di maggio. Possono essere retati o lisci. Con l’obiettivo di ottenere anzitempo frutti maturi, una decina di anni fa i semi di questa seconda cultivar furono infatti portati in Sicilia dal nord Italia. La stagione “nostrana” parte a giugno. Si tratta di meloni coltivati in serra. Ancora una volta in due varietà, retati o lisci, sempre con polpa arancio. Sia Ferrara sia Mantova vantano terreni ideali per la coltivazione. Non credo di esagerare quando dico che i meloni lisci migliori d’Italia nascono nel Mantovano, specie nell’area attorno a Sermide. Penso all’Honey Moon il cui colore intenso tiene testa alla notevole dolcezza nonché al Tamaris, una varietà a ciclo medio-precoce anch’essa ad elevato contenuto zuccherino. La dolcezza di un melone si esprime in gradi Brix, unità di misura che indica la concentrazione di zucchero presente in frutta e verdura. Esistono numerose cultivar, tanto che non è facile stare al passo. Ogni anno ne compare una nuova». Originario dell’Africa - ma qualcuno sostiene provenga dall’antica Persia - il Cucumis melo conquistò il bacino del Mediterraneo grazie agli egizi cui si devono le prime esportazioni. O così raccontavano i libri di storia. Sino a quando una recente scoperta archeologica non ha cambiato le carte in tavola. Semi di melone di epoca nuragica, ossia dell’età del bronzo, sono stati infatti trovati nel sito sardo di Sa Osa in provincia di Oristano. Significa forse che il Cucumis melo approdò nel Mediterraneo molto in anticipo rispetto a quanto sinora immaginato? Nel trattato scritto in forma enciclopedica Naturalis historia, opera sostanziosa di cui si conoscono trentasette libri, Plinio il Vecchio (23 – 79 d.C) equipara il melone al melopepaes, un cetriolo con le sembianze della mela cotogna. Servito in insalata, dunque considerato alla stregua di verdura, il melone fu apprezzatissimo durante l’impero romano. Tanto che, forse per arginarne l’assai rapida diffusione, sotto l’egida di Diocleziano un editto ad hoc impose di tassare i frutti di peso superiore ai duecento grammi. Ma tornando nella nostra epoca…qual è la differenza tra un melone coltivato in serra e un melone cresciuto in campo? «I meloni maturati in campo aperto arrivano in tavola a fine giugno, quando ormai l’estate è conclamata. Se avviene in serra la crescita del melone risulta più “spinta” e meno spontanea. Con lo scopo di ottenere un prodotto per quanto possibile perfetto nessun dettaglio è infatti lasciato al caso». Il paese più prolifico in termini di Cucumis melo è la Cina cui si deve il 50% dell’intera produzione mondiale. Seguono Turchia e Stati Uniti. In Europa l’alloro va alla Spagna tallonata, per quanto non a brevissima distanza, dal nostro paese. Che non sfigura neppure sul fronte del melone bianco. «I meloni bianchi arrivano dalla Sardegna, dalla Sicilia nonché dalla Spagna ma nella nostra zona non hanno mai riscosso molto successo. Forse perché le fette di prosciutto crudo rischiano di annullare un sapore già di per sé meno intenso rispetto alle altre cultivar - ipotizza Massimo tra il serio ed il faceto mentre con il pensiero agguanta un grande classico estivo (prosciutto e melone, of course) - Devo però confessare che se spruzzato con qualche goccia di limone il melone bianco risulta dolcissimo. Me ne sono reso conto durante una vacanza a Lampedusa quando in barca me ne offrirono una fetta condita appunto solo con il limone. Davvero una delizia! Pari quasi ad un melone retato ripieno di gelato».

Arianna De Micheli