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Martina: «Il futuro? L’ho scoperto dietro un sorriso a Carpi»

Vent’anni, studentessa di Scienze dell’educazione, ha scelto la sua strada partendo dal volontariato

CARPI. Sono tanti i giovani che con costanza, competenza e con il sorriso sulle labbra si dedicano al prossimo in maniera esemplare. Storie silenziose e virtuose a cui è bello dare voce, soprattutto se a realizzarle sono giovani in gamba come è il caso di Martina Massaro, studentessa di 20 anni, di Carpi.

Martina frequenta il corso di laurea “Scienze dell’Educazione” a Reggio Emilia e una volta terminati gli studi, le piacerebbe tantissimo diventare assistente sociale nel settore penitenziari ...

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CARPI. Sono tanti i giovani che con costanza, competenza e con il sorriso sulle labbra si dedicano al prossimo in maniera esemplare. Storie silenziose e virtuose a cui è bello dare voce, soprattutto se a realizzarle sono giovani in gamba come è il caso di Martina Massaro, studentessa di 20 anni, di Carpi.

Martina frequenta il corso di laurea “Scienze dell’Educazione” a Reggio Emilia e una volta terminati gli studi, le piacerebbe tantissimo diventare assistente sociale nel settore penitenziario.

«Nel tempo libero adoro dedicarmi alla lettura e proprio di recente ho cominciato ad interessarmi allo studio delle micro-espressioni facciali; ovviamente per staccare la spina mi piace, come ad ogni mio coetaneo, ascoltare musica, guardare serie tv e uscire con gli amici» racconta sorridente Martina che dal 2015 è volontaria presso “Al di là del Muro”, associazione di Carpi che propone attività ricreative per ragazzi con disagio psichico e organizza incontri con le famiglie dei ragazzi dando sostegno e conforto.

«Ho conosciuto questa associazione grazie al “Progetto Volo”, a seguito di un incontro avvenuto presso la mia scuola superiore, con lo scopo di avvicinare i giovani al mondo del volontariato. Quello che mi ha spinto a diventare parte di questa associazione - dice Martina - è stato guardare negli occhi una delle persone che usufruisce delle attività ricreative, mentre raccontava la sua storia, la storia della sua malattia. Ciò che fa sì che io continui con entusiasmo a fare la volontaria è proprio la gratitudine espressa dagli occhi e dal cuore dei ragazzi a cui dedico un po’ del mio tempo, è tutto ciò che riescono a donarmi inconsciamente arricchendo settimana dopo settimana anche la mia vita».

Martina, pur così giovane, ha svolto anche altre attività di volontariato quali raccolta fondi per l’associazione Aism, ha partecipato a collette alimentari e ha fatto anche l’educatrice volontaria presso un campo estivo.

«All’interno di “Al di là del Muro”, organizziamo spettacoli per favorire la conoscenza dei temi collegati alla salute mentale; grazie a queste esperienze i ragazzi si mettono in gioco, mettono in luce i loro miglioramenti e soprattutto si divertono! E devo dire che gli aspetti per me più interessanti sono la spontaneità di questi ragazzi durante queste attività e i sorrisi che vengono dal cuore. Il volontariato insegna ad essere meno egoisti, a guardare al di là del proprio naso donando un po’ di tempo agli altri» conclude Martina.

«Una cosa che ho capito e che tutte le persone dovrebbero sapere, è che essere volontari non significa necessariamente far parte di un’associazione, ma tendere la mano a chi ha bisogno, a partire dalla famiglia. Il volontariato insegna alle persone ad essere umane, oltre che esseri umani. Personalmente, mi ha insegnato a dire grazie, a rendermi conto che sono fortunata rispetto ad altre persone. Ho capito cosa conta davvero nella vita, per quanto possibile, mi ha permesso di vivere in modo più sincero e di non abbattermi davanti a quelle che per me sembravano difficoltà insormontabili. Infine il volontariato mi ha insegnato a donare fiducia e ad “amare” indistintamente chiunque ne abbia bisogno».