Modena. Sindaco, rettore, poltrone Inizia l’anno delle sfide: chi va e chi (forse...) resta

Si comincia con la nuova nomina del presidente della Provincia, poi l’università Le elezioni saranno lo spartiacque anche per decidere la futura Fondazione Crmo



L’agenda è piuttosto fitta. E chi invoca il cambiamento, o anche solo il cambio di passo, sa bene che il 2019 sarà un anno cruciale per il futuro della città. Le scelte passano anche dalle persone, e per capire cosa ci aspetta dovremo attendere il verdetto di una serie di scadenze elettorali e istituzionali concentrate in pochi mesi.


PROVINCIA

È certamente il palazzo meno attraente vista l’opera di svuotamento fatta in questi anni. Il governo 5 Stelle-Lega non si è ancora pronunciato chiaramente sul futuro dell’ente, quindi per ora resta con le stesse potenzialità. Muzzarelli, attuale presidente, è in scadenza e scenderà perchè non più rieleggibile: la carica è biennale e Muzzarelli l’anno prossimo finirà il mandato di sindaco. Quindi spazio a quei primi cittadini che avranno almeno altri due anni di governo: in pole per la poltrona ci sono Fabio Braglia di Palagano e Massimo Paradisi di Castelnuovo.

UNIVERSITÀ

A maggio 2019 Angelo Andrisano lascerà la poltrona di rettore. Il lungo mandato volge al termine e l’asse Ingegneria-Medicina vuole continuare ad incidere. Da una parte il preside Giovanni Pellacani, dermatologo molto stimato che sta vigilando sull’unificazione dei due ospedali, ha in mano il pacchetto di voti che determinerà l’elezione. Dall’altra c’è una facoltà, Ingegneria, con la quale si è sempre trovato l’accordo. Pellacani potrebbe anche decidere di candidarsi, c’è chi glielo ha già chiesto, ma forse aspetterà un giro prima di ripercorrere le orme del padre Giancarlo. Se così fosse si potrebbe aprire ad Ingegneria, ancora una volta, la strada per il rettorato. Ingegneria che avrebbe anche un nome suggestivo da proporre, quello della professoressa Rita Cucchiara, ricercatrice di grande calibro recentemente nominata a capo del centro nazionale di intelligenza artificiale. Anche Economia potrebbe entrare nella partita, ma è più probabile che l’ateneo punti su un professore del Foro Boario per la Fondazione Cassa di Risparmio.

SINDACO

Tanti comuni al voto a giugno 2019. Anche Modena. Muzzarelli scioglierà le riserve sulla sua candidatura solo in autunno. Dopo lo spauracchio del ballottaggio nel 2014, i risultati del Pd dicono che il Comune di Modena è contendibile dagli avversari. Se Muzzarelli dirà sì non ci saranno primarie. Se si ritirerà al ruolo di pensionato dalla politica il Pd aprirà un giro di valzer senza però essere pronto. Francesca Maletti è sempre lì, ma chi la conosce bene dice che non ha voglia di ricandidarsi. Giuseppe Boschini potrebbe provarci, ma il ruolo di consigliere regionale gli piace. Il giovane segretario Andrea Bortolamasi è forse ancora troppo giovane. Stefano Vaccari, che si è appena ritirato dalla politica, in passato ci aveva pensato, ma lo scenario è cambiato. Dipenderà anche da cosa succederà attorno al Pd. Chi saranno gli avversari? M5S deciderà a gennaio, difficile che Lega e Forza Italia optino per una candidatura unitaria, e questo favorirà i grillini. Ma chi andrà al ballottaggio, questa volta avrà qualche chance in più. Un ruolo lo giocherà anche la Sinistra, ma solo nella trattativa col Pd: porteranno in dote Maria Cecilia Guerra, ma lei vuole fare la tecnica. E occhio ai comitati: Cinzia Franchini è l’unico nome che fino ad oggi si è fatto per rappresentare i cittadini più combattivi.

FONDAZIONE

Eletti i sindaci, saranno loro stessi, così come il rettore, a proporre il nuovo consiglio di indirizzo dal quale uscirà il nome del presidente, titolare del più grande portafoglio di Modena. Paolo Cavicchioli non è più il prediletto di Muzzarelli (vedi articolo a fianco). Candidature autorevoli potrebbero essere quella di Anselmo Sovieni, avvocato stimato e attuale membro del cda, e quella di Elisabetta Gualandri, già nel cda di Bper, professoressa di Economia molto apprezzata.

REGIONE

Bonaccini ha già detto che si ricandiderà, ma questa volta con Lega e Cinquestelle sarà una sfida ancora più vera. Alana Fabbri certamente ci riproverà.

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