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Fusione, comitato del No «C’è poca informazione»

MONTECRETO. Prima dell’ultimo via libera, martedì in Regione, del referendum sulla fusione Lama Mocogno-Montecreto, il Comitato per il No ha inviato giovedì sera a tutti i gruppi consiliari e a tutti...

MONTECRETO. Prima dell’ultimo via libera, martedì in Regione, del referendum sulla fusione Lama Mocogno-Montecreto, il Comitato per il No ha inviato giovedì sera a tutti i gruppi consiliari e a tutti i 50 consiglieri una lunga lettera in cui porta a conoscenza delle proprie ragioni, esprimendo delusione per non averlo potuto fare con un’audizione.

Il documento evidenzia innanzitutto una carenza informativa: «A Montecreto – si sottolinea - sono state fatte tre identiche riunioni, dove sindaco ...

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MONTECRETO. Prima dell’ultimo via libera, martedì in Regione, del referendum sulla fusione Lama Mocogno-Montecreto, il Comitato per il No ha inviato giovedì sera a tutti i gruppi consiliari e a tutti i 50 consiglieri una lunga lettera in cui porta a conoscenza delle proprie ragioni, esprimendo delusione per non averlo potuto fare con un’audizione.

Il documento evidenzia innanzitutto una carenza informativa: «A Montecreto – si sottolinea - sono state fatte tre identiche riunioni, dove sindaco e tecnici hanno esposto solo benefici» di fronte a un pubblico totale di non più di cento persone. Poi si rilancia la questione dimensionale: «La metà del territorio e un terzo di residenti non potranno mai garantire adeguata rappresentatività al Comune più piccolo rispetto a quello più popoloso, che di fatto si troverà a “feudalizzare” - si dice - un intero territorio che a parer nostro ha pari dignità e stessi diritti». Per questo il fronte del No boccia la fusione a due, ma apre a quella a tre, ricordando di aver interpellato sia Sestola che Riolunato, con ritorni giudicati interessanti: «Siamo particolarmente convinti che le fusioni possano avere successo, con Comuni scarsamente popolosi quali il nostro, solo con almeno tre enti che possano controbilanciare eventuali scelte ed atti che il Comune più popoloso potrà proporre». Questi e altri rilievi, con un monito finale: «Non si dica che “si darà la possibilità ad ogni cittadino residente di effettuare una scelta consapevole e ponderata” nascondendosi dietro l’esito referendario. Perché pur essendo uno degli strumenti maggiormente democratici, può sortire effetto contrario laddove non si sia fatta una corretta sperimentazione ed informazione sul territorio». —

D.M. .