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Si abbatte lo storico Excelsior palazzo simbolo di Mirandola

Fu il primo mega immobile in stile anni Sessanta, due mesi per le operazioni Bonficato anche l’amianto. «Ricostruiremo 36 appartamenti e 6 negozi»

mirandola

Va pian piano componendosi il puzzle della ricostruzione degli immobili civili a Mirandola. Un altro palazzo storico della cittadina, forse il primo di quelli che nei poco estetici anni Sessanta hanno trasformato la città, è sottoposto proprio in questi giorni ad un’imponente opera di abbattimento e successiva ricostruzione. Attentamente seguita tanto dagli addetti ai lavori, quanto dai cittadini e dagli immancabili “umarells” che sostano quotidianamente nei pressi del cantiere a ...

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Va pian piano componendosi il puzzle della ricostruzione degli immobili civili a Mirandola. Un altro palazzo storico della cittadina, forse il primo di quelli che nei poco estetici anni Sessanta hanno trasformato la città, è sottoposto proprio in questi giorni ad un’imponente opera di abbattimento e successiva ricostruzione. Attentamente seguita tanto dagli addetti ai lavori, quanto dai cittadini e dagli immancabili “umarells” che sostano quotidianamente nei pressi del cantiere alle porte del paese.



È infatti partita una settimana fa la demolizione del condominio Excelsior di via Statale sud, ad opera di due escavatori della ditta Fratelli Baraldi e per conto dell’impresa Re.Co. di San Possidonio.

Il palazzo, risalente agli anni Sessanta e gravemente danneggiato dal sisma del 2012, verrà completamente abbattuto per essere poi ricostruito tale e quale al progetto originario per quanto riguarda i parametri urbanistici e le dimensioni (745 metri quadrati per 26 metri di altezza che si sviluppano su 7 piani). Notevoli migliorie, invece, per quanto concerne l’aspetto strutturale ed architettonico e del suo funzionamento termico-acustico.



Un intervento ingente che è stato finanziato con fondi regionali che ammontano a quasi 7 milioni di euro.

A spiegare l’avanzamento dei lavori di demolizione come di ricostruzione di uno degli stabili storici del paese è il geometra Gianluca Borghi.



«Prima che partisse la demolizione vera e propria in un mese abbiamo dovuto liberare i locali dello stabile non solo da dei residui di amianto, ma anche dalle parti strutturali come infissi, porte e altri complementi d’arredo - puntualizza il direttore del cantiere per conto di Re.Co. - i lavori di abbattimento dureranno all’incirca due mesi, poi partiranno quelli di ricostruzione. Perché lo stabile sia completamente ricostruito serviranno due anni e mezzo, al massimo tre. E la vecchia struttura in cemento armato sarà sostituita da una più moderna struttura di sostegno in ferro e in acciaio. Sia per i lavori di demolizione che per quelli di ricostruzione, poi, lavorano nel cantiere solo ditte del territorio. E una volta ultimato all’interno dell’edificio troveranno spazio trentasei appartamenti e sei negozi». —