Baby gang lancia sassi sulle auto in tangenziale a Modena

Un colpito: «I frammenti del parabrezza mi hanno ferito alla testa e al braccio» I residenti: «Ogni anno ci sono gruppetti di minorenni che si divertono così»

MODENA.  Per l’automobilista colpito un grande spavento, qualche ferita, tanta rabbia, il danno da riparare e la consapevolezza che, nonostante tutto, poteva andare peggio. Per i residenti del Torrenova, quelli che controllano e hanno a cuore la sicurezza della zona, la certezza che bisognerà di nuovo scendere in strada, andare nel boschetto e nelle zone della collinetta e cacciare via la banda di turno, quel gruppo di ragazzini che, inconsapevolmente, mette a repentaglio la vita di qualcuno. Sassi lanciati contro le auto in tangenziale, vetture che rallentano quasi a fermarsi per la presenza dell’implacabile autovelox.

E in quel frangente non c’è solo l’occhio elettronico del velox a puntare l’auto, ci sono anche dei ragazzini che, proprio dove un tempo c’era il vecchio gabbiotto, tra la vegetazione, si divertono a colpire con i sassi le macchine. Ne sa qualcosa un modenese che lunedì sera è stato colpito sul parabrezza.


«Verso le 21.10, sulla tangenziale direzione Bologna all'altezza dell'uscita 6, mi è arrivata una pietra da parte di qualcuno che sostava sul prato nella collinetta, dove c'è anche il dispositivo autovelox - spiega l’automobilista - Per fortuna non c’era nessuno sul lato passeggero: dato il forte impatto migliaia di schegge di vetro sarebbero andate addosso al passeggero seduto, tanto che queste sono arrivate anche a me in testa e sul braccio destro».

«Non sono riuscito a fermarmi - prosegue - dato che avevo delle macchine subito dietro a me in coda. Ho così allertato le forze dell'ordine, il centralino mi ha passato i carabinieri i quali mi hanno riferito che sarebbero intervenuti sul posto. Mi avrebbero contattato nel caso in cui avessero trovato qualcuno, ma essendo già quasi notte il tutto era un po' difficile. Faccio questa segnalazione, magari per un maggior controllo, al fine di evitare che qualcuno si faccia veramente male, per fortuna non è stato il mio caso».

Un caso fortunato dunque, ma che non è stato il solo. «Ogni anno, durante l’estate - spiegano alcuni residenti di Torrenova - qualche gruppetto si diverte con il lancio dei sassi. L’anno scorso avevano centrato una macchina e appena abbiamo saputo di questo gravissimo episodio abbiamo fatto una specie di blitz, siamo intervenuti in gruppo e abbiamo smarrito questi ragazzini che non sono tornati. Sono minorenni, a volte rubano delle bici e si divertono a gettarle giù dalla collinetta».

«Quella del lancio dei sassi - spiegano - è una emergenza ricorrente. Questi ragazzi si mettono dove c’è la barriera antirumore vicino alla tangenziale oppure vanno proprio dietro all’autovelox. Lì c’è un’area verde in abbandono, c’è un boschetto, il tutto confina con la zona che comunemente chiamiamo la “Casa del fabbro”».

Si tratta di un complesso di ruderi pericolanti tra una fitta vegetazione, già in passato teatro di blitz e di controlli per la presenza di spacciatori e di gente che vi bivacca, oltre che per un giro di prostitute.

Da qualche settimana di mattina presto viene avvistata una Audi nera, che staziona una decina di minuti, poi arrivano gli spacciatori con le bici e iniziano i loro affari di droga. —