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Don Erio, pellegrino coi giovani «Così camminiamo nel futuro»

Parteciperà anche il vescovo Castellucci all’iniziativa della Diocesi per i ragazzi Arriveranno a Roma sabato 11 agosto per l’incontro con Papa Francesco 



Un centinaio di giovani modenesi, provenienti da diverse parrocchie della diocesi, affronteranno la prossima settimana un pellegrinaggio sulla Via Romea Nonantolana (da Nonantola a Fanano) prima di andare, insieme ad altri duecento ragazzi, da papa Francesco per l’incontro dei giovani italiani dell’11 e 12 agosto. Tra i pellegrini ce ne è uno, diciamo così, particolare: è il vescovo di Modena, don Erio Castellucci, pellegrino tra i pellegrini. Don Erio ama molto i giovani e ama molto cammin ...

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Un centinaio di giovani modenesi, provenienti da diverse parrocchie della diocesi, affronteranno la prossima settimana un pellegrinaggio sulla Via Romea Nonantolana (da Nonantola a Fanano) prima di andare, insieme ad altri duecento ragazzi, da papa Francesco per l’incontro dei giovani italiani dell’11 e 12 agosto. Tra i pellegrini ce ne è uno, diciamo così, particolare: è il vescovo di Modena, don Erio Castellucci, pellegrino tra i pellegrini. Don Erio ama molto i giovani e ama molto camminare, non poteva farsi sfuggire un’occasione così. In questi giorni il vescovo si è preso alcuni (pochi in verità) giorni di riposo e ha accettato di rispondere alle nostre domande.

Don Erio, perchè è sempre presente alle iniziative dei giovani?

«Semplice, perché i giovani rappresentano il futuro e dobbiamo stare loro vicino e sostenerli. E’ importante farlo, lo ripete con insistenza anche papa Francesco. E poi è proprio camminando con i giovani, in route con gli scout o in altre occasioni, che mi sono capitati i colloqui e le confessioni più belle che ricordi. Il pellegrinaggio andrà da Nonantola fino a Fanano».

E’ anche un modo per unire idealmente la nostra diocesi?

«Beh allora avremmo dovuto fare da Finale Emilia al Cimone (e don Erio si concede una risata, ndr). Diciamo che questo intanto è un modo per riscoprire davvero la Via Romea Nonantolana, percorrendola e non soltanto parlandone. Partiamo da Sant’Anselmo che fece il percorso inverso, da Fanano fino a Nonantola e cammineremo sulle orme di figure significative: da Sant’Anselmo, appunto, a San Geminiano, dai coniugi Bernardini a don Lenzini. Non a caso questa iniziativa è promossa dal Servizio di Pastorale Giovanile della diocesi insieme all’Ufficio Pellegrinaggi e a quello per le Cause dei Santi. In questi giorni metteremo al centro l’identità della nostra diocesi».

Come si svolgeranno le giornate?

« Il 6 ci ritroviamo a Nonantola e cammineremo dal 7 fino al 10. Si cammina dal mattino presto fino a pranzo, per 4/5 ore al giorno, al pomeriggio, dopo un po’ di riposo, faremo una catechesi la messa e i vespri. Le serate saranno libere, ma a Castelvetro, a metà percorso, avremo uno spettacolo di Roberta Biagiarelli sul massacro di Srebrenica, per riflettere sui temi dell’ingiustizia e della guerra».

Una domanda personale: ha voglia affrontare questo pellegrinaggio?

« Sì molta, ma devo superare due generi di ostacoli: quelli climatici e quelli legati all’età che avanza… Ma diciamo che conto di farcela».

Perché è importante andare dal Papa?

« Questo è il primo incontro dei giovani italiani col Papa, almeno a Roma, e dunque mettiamo al centro l’universalità della Chiesa. E’ importante perché, come dice Francesco, i giovani non devono essere oggetto di attenzione ma la Chiesa deve essere con e per i giovani, è anche un momento di preparazione al Sinodo di ottobre. Infine c’è il carisma di papa Francesco che valorizza molto i giovani».

Come procederà poi l’estate del vescovo?

« Andrò un paio di giorni al campo famiglie, il 13 e 14 agosto, poi al campo giovani (ancora loro!) Dal 15 al 18. Infine, dal 22 al 28 agosto, sarò a Lourdes con il pellegrinaggio proposto dall’Unitalsi». —